L'Istat rileva nel suo screening trimestrale un incremento dell'occupazione in Sicilia dell'1% ma questo, secondo la Cgil ''fa gioire ben poco se si guarda a come si arriva al dato''. E' infatti frutto, osserva Beppe Citarrella, presidente del Cerdfos (il centro studi della Cgil siciliana), ''della contrazione dei settori produttivi con l'esclusione dell'edilizia e di un incremento nei servizi imputabile in larga misura all'inserimento nel computo delle badanti straniere''. Insomma, non e' tutto oro quello che luccica. In poche parole, segnala la Cgil, le badanti fanno crescere in Sicilia l'occupazione, mentre crolla il lavoro nell'apparato produttivo. Nel secondo trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ''l'agricoltura perde 25 mila unita' - rileva Citarrella dati Istat alla mano - e il manifatturiero 12 mila addetti. Si registra, inoltre, una preoccupante flessione, con meno 20 mila addetti nel commercio, cosa che e' un indicatore indiretto dell'andamento dei consumi''. A fronte di cio' ''l'edilizia conta 12 mila occupati in piu' e i servizi 53 mila, con il computo pero' delle badanti''. Per la Cgil, ''c'e' poco da stare allegri di fronte a una struttura occupazionale che aumenta il suo grado di fragilita' e precarieta'. ''Si', e' vero che non e' tutto oro cio' che luccica - commenta Cirarrella - e basta leggere con attenzione i dati degli istituti di rilevazione e statistica che, per la Sicilia, inequivocabilmente dimostrano una situazione critica''.

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