La storia di Calatafimi Segesta è da sempre legata alla sua terra. Per questo che è stato realizzato un museo etno-antropologico in cui viene documentata la quotidianità degli abitanti di Calatafimi, il lavoro casalingo, nei campi e nelle botteghe. Ospitato nell’ex convento di San Francesco in Via XV Maggio, opportunamente restaurato, il museo si compone di diversi ambienti che riproducono fedelmente una tipica casa rurale e le botteghe degli artigiani di un tempo: attraverso gli oggetti e le vecchie foto si può così conoscere la realtà della vita di un tempo in un piccolo centro.

Con grandissima cura sono stati restaurati, altresì, i vicoli del vecchio borgo, realizzati originariamente sullo schema del baglio rurale, il bahl, la corte araba. Qui si discuteva e si faceva salotto, ci si conosceva, ci si innamorava, si pregava e si celebravano funerali. Un patrimonio che si è voluto da una parte recuperare e dall’altra valorizzare, decorando i vicoli con pannelli di ceramica e oggetti che sviluppano un tema e creando così un suggestivo itinerario di visita. Si percorrono così, fra gli altri, il Vicolo dei Proverbi, con centocinquanta targhe che riportano proverbi siciliani e calatafimesi; il Vicolo delle Acquasantiere che non soltanto è addobbato con questi graziosi oggetti ma riporta anche, su una targa in ceramica, la spiegazione di un antico rito propiziatorio per guarire le bestie malate che si svolgeva proprio qui; il Vicolo del Sole, dedicato ai pensieri di uomini celebri sulla Sicilia, e quello della Poesia, dove, fra le altre, vi è una poesia di Francesco Vivona, fra i più illustri cittadini di Calatafimi, insuperato traduttore dell’Eneide. Sparsi per tutta la cittadina troverete altre decine di vicoli dedicati ai vari ceti che costituiscono il tessuto sociale calatafimese. Dalla Maestranza ai Borgesi, dai Massari ai Cavallari, dagli Ortolani ai Macellai troverete un susseguirsi di colori, profumi, luci che contrddistinguono ogni singolo atrio o angolo della cittadina.
Non poteva mancare il Vicolo dell’Epopea Garibaldina, dedicato all’impresa di riunificazione dell’Italia che ebbe una delle sue prime battute proprio a Calatafimi, portando alla ribalta della storia questo minuscolo paese. Qui su una targa in ceramica è riportata la celebre frase “Qui si fa l’Italia o si muore!”, pronunciata da Garibaldi alla vigilia della fatidica battaglia combattuta sui colli intorno alla città, il 15 maggio 1860. Seppure di dimensioni relativamente ridotte, specie rispetto ad altri scontri, quella di Calatafimi fu una battaglia di importanza campale, perché di fatto spianò la strada per Palermo, consentendo ai garibaldini di conquistare il capoluogo senza trovare eccessiva resistenza. Inoltre, poiché la vittoria fu ottenuta su un nemico meglio armato e addestrato, essa diede ai Mille e ai picciotti (i patrioti siciliani al seguito di Garibaldi) che a loro si erano via via uniti, l’impressione di essere protetti da Dio nella loro impresa, una convinzione che, unita al carisma del generale, ebbe un ruolo fondamentale nell’impresa dei Mille. Lo stesso Garibaldi, nelle sue memorie, definì la battaglia di Calatafimi la “pugna più gloriosa”. Nella biblioteca civica di Calatafimi sono conservati alcuni cimeli garibaldini, ma il più importante ricordo dello storico evento è il Monumento Ossario di Pianto Romano, su una collinetta incoronata di cipressi, il cui disegno fu affidato all’architetto Ernesto Basile, uno dei più importanti esponenti del Liberty.
In occasione del 149° anniversario della battaglia fra Garibaldini e Borboni, svoltasi nella periferia della città il Comune di Calatafimi Segesta, con la partecipazione degli altri «Comuni simbolo dell’Unità d’Italia» Camogli e Teano, organizza una serie di manifestazioni volte a valorizzare la storica battaglia di Calatafimi.
Fino al 31 maggio, presso l’ex convento di S. Francesco in via Colombo sarà possbile visitare la mostra «Festa SS. Crocifisso», l’anteprima mostra fotografica e documentaria del «Cacciatorpediniere Calatafimi» e dei «Reduci Dei Mille» con l’aggiunta di foto d’epoca del paese.
Il 10 maggio si svolgerà la conferenza stampa «I cavalieri del Castello Eufemio» presso il cine teatro Alhambra dove sarà illustrato il viaggio a cavallo di più di cento fantini vestiti con le tradizionali camicie rosse.
Ll’11 sarà la volta de «Il treno dei Mille», un viaggio Calatafimi-Marsala andata e ritorno in treno che partirà dalla stazione ferroviaria di Segesta e che vedrà la partecipazione delle scolaresche di Calatafimi e di Marsala.
Il 12 maggio verrà presentato il libro «Garibaldi e Anita» a cura dello scrittore Claudio Modena.
Il 14 maggio verrà organizzata un omaggio alla bandiera della Repubblica Cisalpina portata in esposizione da Anita Garibaldi in Piazza Unità d’Italia.
Il 15 maggio sarà festa generale presso il mausoleo di Pianto Romano.
Molti sono gli eventi previsti: I equiraduno 2009 a cura dell’Associazione «I cavalieri del Castello Eufemio», inaugurazione di Cippi Commemorativi per i comuni di Camogli e Teano, simulazione della battaglia di Pianto Romano, gemellaggio con il comune di Teano e Camogli.
Fonte: La Sicilia del 03/05/09
Per maggiori informazioni e visite guidate
Calatafimi / Segesta
Pro Loco Calatafimi - Segesta Uff. Turistico
Vitt. Emanuele, 16
Resp. Giuseppe Augusta
Tel. 0924.954680
Cell. 338.8706265
prolococalatafimi@libero.it
http://www.proloco-calatafimisegesta.it
Fonte: La Sicilia del 03/05/09

Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Technorati
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo
Ziczac