siamo al fine settimana, una settimana piena di polemiche sul presidente del consiglio che si difende, come sua consuetudine, con grande orginalita' sul suo giornale:
- "io non cambio, gli italiani mi vogliono cosi'. Il mio gradimento e' al 61%"
- "querelare? Io di solito non lo facco, lo sapete"
E sul suo settimanale:
- "non ho mai pagato per una donna, se avessi saputo che era una escort l'avrei subito allontanata"
- [alla moglie] "e' stata una ferita molto dolorosa. Non so se il tempo potra' rimarginarla..."
Beh, ho estratto quattro frasi per me rappresentative del "delirio di onnipotenza" di Berlusconi. Ovviamente, le sue querele fioccano: Santoro, Travaglio, Luttazzi sono i primi che mi vengono in mente e che han ricevuto querele dai suoi avvocati, oltre ad interi giornali quali Repubblica e l'Unita'. Ah, si' e' ovvio i suoi avvocati le fanno a sua insaputa.
Mi stupisce, o forse no, che non chiede scusa alla moglie per il "tradimento" ormai dichiarato ma ne parla ormai al passato. E dalle affermazioni di Veronica Lario a Repubblica e' passato meno di due mesi. Era il tre maggio quando dichiarava: "Ora sono piu' tranquilla. Sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi qui. La strada del mio matrimonio e' segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni".
Il giorno dopo Il Giornale ha fatto una delle operazioni piu' ignobili, ha pubblicato la copertina che vi allego "Veronica Velina Ingrata" mostrando vecchie foto della Lario.

Erano passati solo cinque giorni dalle affermazioni: "Basta, non posso più andare a braccetto con questo spettacolo" riferendosi alla candidatura delle "presunte" veline al parlamento europeo.
Una di queste, Licia Ronzulli ce l'ha fatta, alcune altre no! La Ronzulli era sul motoscafo di Berlusconi lo scorso agosto e, da li' sembra partita la sua ascesa alla poltrona di Bruxelles. Ovviamente oggi nega qualsiasi coinvolgimento con "le feste" di Berlusconi:
[grazie Stefano, ma non riesco a caricarlo sul mio sito web]
Le altre candidate che non sono riuscite a raggiungere la comoda poltrona promessa si son confessate al settimanale l'Espresso, spiegando come sia necessario passare da Villa Certosa e da Palazzo Grazioli per esser candidate.


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