I 70 lavoratori del Cantiere navale di Trapani sono, dal primo luglio scorso, nuovamente in stato di agitazione per contrastare le difficili condizioni lavorative che, da tempo, si vivono all'interno del Cantiere.
A renderlo noto sono i segretari provinciali della Fiom - Cgil, della Fim - Cisl e della Uilm - Uil che, con una nota, hanno sollecitato, i rappresentanti del CNT, all'immediata composizione di un tavolo di confronto sui temi che riguardano l'ammodernamento delle strutture e dei macchinari e le prospettive per il futuro occupazionale degli operai.
Sono, infatti, queste le principali ragioni che hanno indotto gli operai, sostenuti dai sindacati di categoria, ad intraprendere lo stato di agitazione che terminerà solo quando saranno chiarite le reali intenzioni dell'azienda riguardo ai problemi sollevati dai sindacati.
Da anni, infatti, i rappresentanti dell'azienda annunciano, in sede di trattativa con le organizzazioni sindacali, investimenti, in realtà mai realizzati, per ammodernare il cantiere e gli obsoleti macchinari che creano agli operai notevoli difficoltà nel svolgere le mansioni.
“Ad oggi – dichiarano i segretari di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil – abbiamo assistito solo a false promesse e non a fatti concreti. La costruzione di una nave (la petroliera Marettimo M.) - concludono - rischia, se non vi saranno investimenti, di rimanere un fatto isolato che determinerà una grave perdita dell'occupazione e una mancata opportunità di sviluppo economico per l'intero territorio trapanese”.
A renderlo noto sono i segretari provinciali della Fiom - Cgil, della Fim - Cisl e della Uilm - Uil che, con una nota, hanno sollecitato, i rappresentanti del CNT, all'immediata composizione di un tavolo di confronto sui temi che riguardano l'ammodernamento delle strutture e dei macchinari e le prospettive per il futuro occupazionale degli operai.

Sono, infatti, queste le principali ragioni che hanno indotto gli operai, sostenuti dai sindacati di categoria, ad intraprendere lo stato di agitazione che terminerà solo quando saranno chiarite le reali intenzioni dell'azienda riguardo ai problemi sollevati dai sindacati.
Da anni, infatti, i rappresentanti dell'azienda annunciano, in sede di trattativa con le organizzazioni sindacali, investimenti, in realtà mai realizzati, per ammodernare il cantiere e gli obsoleti macchinari che creano agli operai notevoli difficoltà nel svolgere le mansioni.
“Ad oggi – dichiarano i segretari di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil – abbiamo assistito solo a false promesse e non a fatti concreti. La costruzione di una nave (la petroliera Marettimo M.) - concludono - rischia, se non vi saranno investimenti, di rimanere un fatto isolato che determinerà una grave perdita dell'occupazione e una mancata opportunità di sviluppo economico per l'intero territorio trapanese”.


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