Non è certo amore per i luoghi del proprio territorio disseminare a ogni piè sospinto sul lungo mare di Marsala luoghi “protetti” per parcheggi e BOTTEGHINI per spaccio di vino e bevande varie (ne vediamo ogni giorno la devastazione in termini di bottiglie di vetro rotte e plastica et alia porcheria disseminate in ogni dove…e senza una pulizia successiva adeguata).
Non è certo progettando “pigiami di legno”, fra l’altro sonoramente bocciati dal competente organo della “Sovrintendenza”, che si valorizza l’estetica del litorale costeggiante Capo Boeo, o innestando torrette per salvataggio e muniti bagnini.
Ci piacerebbe sapere se il competente organo di vigilanza sui beni archeologi e paesaggistici (quale può essere la concittadina Dott.ssa Rossella Giglio, se per caso sua è la funzione come ufficio; diversamente ci scusiamo per averla citata, ma approfittiamo per invitarLa al recital di poesie alle “2rocche” di fine luglio/agosto 2009) è al corrente dell’installazione, e dato pare favorevole!
Venerdì 7 luglio 2009, un’ILLUMINAZIONE marina improvvisa in quel delle “2rocche”! Come una installazione artistica per performances o in vista di naufragi e naufraghi, o come una piattaforma per tiro a piattello, o funzionale all’avvistamento di sbarchi clandestini alle “2rocche” di capo Boeo, E-grigio signol Sindaco, sorpresi e attisati (non sapremmo meglio come qualificare), vedemmo la magnifica installazione salva-gente con bagnini e panini.
Stentavamo a credere che tale raffinata estetica ambientale abitasse la nostra classe di Governo cittadino o, forse meglio, la mano d’opera che ha avuto l’ordine di stuprare l’accidentato piano roccioso dello storico scoglio di Capo Boeo.
Mi devo rivolgere a Lei, Sig. Sindaco, per l’elogio di tale pubblica opera messa in essere, e tuttavia stento a credere che Lei potesse coltivare un gusto di tal fatta per valorizzare i beni naturali della sua/nostra Città . Per la coltura che ha, e la professione di Avvocato che svolge nel privato, La ritengo non capace di tale “ca(s)cata” in posto di così unica e rara bellezza paesaggistica e ambientale; semmai a Ella penso come a un leale e prodigo difensore civico anche di chi, come un loco di sì accredita storicità e sottoposto a vincoli archeologico-paesaggistici (tutela ambientale), è di per se stesso indifeso rispetto agli scriteriati assalti delle brutture.
Il luogo già soffre per la sporcizia di chi pensa che, essendo un luogo comune, lo può adibire a pattumiera privata: plastica di vario genere, bottiglie di vetro, siringhe infette di drogature (diurne e notturne), nonché infiniti mozziconi di sigarette (buttategli addosso da accaniti bagnanti fumatori) né deturpano la bellezza e l’igiene.
Nel deporre quella torretta, di per sé incolpevole, ci saremmo aspettati quanto meno, tutti gli abituali frequentatori e innamorati del posto, una consulenza circa l’angolo dove, se necesse est, collocarla e fissarla.
Perché Sig. Sindaco e Onolevole Amministrazione, il posto offre altri angoli diversi per ospitare, se proprio non se ne può fare a meno, l’aggeggio e i due salvagenti di turno per la funzione.
Ci piacerebbe, conoscere se c’è un atto deliberativo ad hoc per la locazione della torretta; e se se sono stati individuati criteri topologici di fissazione espressamente indicati; oppure, come preferiremmo credere, non si stato l’atto avventizio, avventato e arbitrario dell’ottusa manodopera che ivi ha avuto l’incarico di fissare l’aggeggio, egregio maldestro.
Torretta, peraltro, fissata con delle precarie vite ferrose a espansione e una passamano che non assicura nessuna SICUREZZA. Ognuno tema, dunque, per la propria e vicina INSICUREZZA!
Confidiamo, Sig. Sindaco, che disponga la rimozione da quelle coordinate per rimetterlo dove, pur potendo svolgere la funzione, non offenda il decoro naturale dello scoglio e il senso estetico della vista. Anche l’occhio, sa, come si dice, vuole la sua parte e l’intelligenza consente.
Ma se dovesse insistere nel diniego, durante le performances dell’Ong non-estinti poetry, useremo la torretta come un palco per declamare le lodi di chi tanto ha osato in originalità e non amato il proprio luogo. Ma se toglie l’offesa e sceglie altro “buco”, indigeni e stranieri, che visitano il sito e ammirano lo scenario marino dirimpetto, devoti e grati per la vita (!).
Devotamente, per Ong non-estinti poetry
Antonino Contiliano



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