Un serrato ed esaustivo racconto alla ricerca e alla scoperta della potenza del colore e della materia.
Minuscoli fori punteggiano una tela, e tagli, come lunghe ferite, fendono la superficie di quella accanto, sono i Concetti spaziali di Lucio Fontana, (1950-1960); fitte pieghe lavorano la trama di Achrome di Piero Manzoni (1957-1958); pungente una distesa di chiodi tende la Superficie gialla di Enrico Castellani (1971), e sembra sospendere l’attimo appena antecedente il suo trafiggersi; emergono dal Blu di Agostino Bonalumi (1960) due iperboloidi, lottano contro la gravità; e fili tesi a formare una griglia misurano la spazialità del bianco, è lo Spazio Elastico (1977) di Gianni Colombo.
Minuscoli fori punteggiano una tela, e tagli, come lunghe ferite, fendono la superficie di quella accanto, sono i Concetti spaziali di Lucio Fontana, (1950-1960); fitte pieghe lavorano la trama di Achrome di Piero Manzoni (1957-1958); pungente una distesa di chiodi tende la Superficie gialla di Enrico Castellani (1971), e sembra sospendere l’attimo appena antecedente il suo trafiggersi; emergono dal Blu di Agostino Bonalumi (1960) due iperboloidi, lottano contro la gravità; e fili tesi a formare una griglia misurano la spazialità del bianco, è lo Spazio Elastico (1977) di Gianni Colombo.

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