questa volta sono d'accordo con Gianfranco Fini, e' giusto dirlo. Sono d'accordo con la sua proposta di dare il voto agli immigrati, purche' essi siano regolari, paghino le tasse e siano residenti in Italia da almeno cinque anni.
Che senso ha aver dato il voto agli italiani emigrati all'estero da tre generazioni, che ne sanno loro di quel che succede qui, perche' loro devono avere il diritto di decidere il futuro del nostro paese piu' di quanto abbia un marocchino, un somalo, un rumeno che e' qui e tutti i giorni si alza alle 6 per andare a lavorare per il nostro paese. Nostro includendo anche loro.
L'anno scorso ricordo, le interviste ad alcuni votanti italo-americani che ormai non conoscevano piu' la lingua dei loro nonni. Che votino per i Democratici o i Repubblicani nel paese che gli da' lavoro e alloggio ma lascino a noi i nostri Berlusconi, Fini, Franceschini, Casini, ecc.
A proposito di quest'ultimo, mi ha stupito un po' vedere Gianfranco Fini al congresso dell'UDC. E cosi' si incontrano Casini, Fini e Rutelli per confabulare sul futuro partito di centro? E perche' non c'e' Silviuccio. Sara' vero che la santa sede, vicina a Casini e all'UDC, sta tramando aiutare i moderati d'Italia alla ricostituzione di un grande partito Cristiano?
Le polemiche scatenate dal Giornale su Fini:

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