PALERMO - L’onorevole Giuseppe Lo Giudice, Vice Presidente della Commissione SanitĂ all’Assemblea Regionale Siciliana, nel corso della Direzione provinciale dell’Udc riunitasi lo scorso venerdì a Trapani, ha sollecitato la celebrazione dei congressi nei comuni dove vi sono ancora gestioni commissariali, come nel caso di Marsala e Castelvetrano:

«Le gestioni commissariali – spiega il parlamentare dell’Udc – non possono diventare una prassi, anche perchĂ© così continuando riflettono l’incapacitĂ di autogoverno del partito. Per questo ho sollecitato la celebrazione dei congressi. Certo è a dir poco anomalo avere in alcuni comuni anche piĂą di tre commissari e, come accade, non riuscire a riunirli allo stesso tavolo. Il risultato è un partito assente dal dibattito politico provinciale.
Non sarĂ certo un dramma – aggiunge Lo Giudice - se, lĂ dove il confronto interno al partito non consentisse scelte condivise, prevarrĂ la logica dei numeri. Solo eleggendo democraticamente i segretari il partito potrĂ ritrovare una capacitĂ di proposta politica che parta dalle esigenze del territorio.
Ho auspicato infine – spiega Lo Giudice – che la campagna per il nuovo tesseramento non si svolga con il criterio dell’assegnazione delle quote tra le varie componenti. Occorre invece aprire il partito a nuove, consapevoli adesioni, frutto di una condivisione programmatica, partendo dal fatto che l’Udc è rimasto uno dei pochi partiti nel panorama italiano che ancora difende l’istituzione famiglia, le politiche di solidarietĂ sociale e il sostegno alle piccole e medie imprese»

«Le gestioni commissariali – spiega il parlamentare dell’Udc – non possono diventare una prassi, anche perchĂ© così continuando riflettono l’incapacitĂ di autogoverno del partito. Per questo ho sollecitato la celebrazione dei congressi. Certo è a dir poco anomalo avere in alcuni comuni anche piĂą di tre commissari e, come accade, non riuscire a riunirli allo stesso tavolo. Il risultato è un partito assente dal dibattito politico provinciale.
Non sarĂ certo un dramma – aggiunge Lo Giudice - se, lĂ dove il confronto interno al partito non consentisse scelte condivise, prevarrĂ la logica dei numeri. Solo eleggendo democraticamente i segretari il partito potrĂ ritrovare una capacitĂ di proposta politica che parta dalle esigenze del territorio.
Ho auspicato infine – spiega Lo Giudice – che la campagna per il nuovo tesseramento non si svolga con il criterio dell’assegnazione delle quote tra le varie componenti. Occorre invece aprire il partito a nuove, consapevoli adesioni, frutto di una condivisione programmatica, partendo dal fatto che l’Udc è rimasto uno dei pochi partiti nel panorama italiano che ancora difende l’istituzione famiglia, le politiche di solidarietĂ sociale e il sostegno alle piccole e medie imprese»



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