Il quarantesimo anniversario del '68, l'anno scorso, è stato l'occasione per la pubblicazione di una vasta e disomogenea, per qualità di tematiche affrontate, messe di scritti. E' strano però che, pur nell'estrema varietà di quella letteratura, il tema del '68 dei cristiani sia stato solo lambito o per lo più ignorato. Di Giorgi, in questo pregevole libro, che non è retorico dire che colma un vuoto, non dà esplicitamente una risposta al quesito, anche se non c'è dubbio che la lasci intravedere.
Il libro di Piero Di Giorgi rilegge criticamente L'altro '68, quello dei cristiani, di cui poco si è parlato in occasione del quarantesimo di quell'evento e che, nel bene e nel male, rappresentò un mutamento epocale, che cambiò le relazioni di coppia in senso simmetrico ed equalitario, rese più consapevoli le persone dei propri diritti, diffuse nella pratica politica forme di partecipazione dal basso e di democrazia diretta, operando una rottura con idee, costumi, pregiudizi e arretratezze del passato. Di un cristianesimo di cui si parla in questo libro, veramente laico e democratico, militante ma senza fanatismi, L'Italia di oggi ha un disperato bisogno.




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