Con questa motivazione la giuria del II Premio Internazionale di Poesia Città di Sassari (17 ottobre 2009) ha assegnato, per la sezione editi, il primo premio al testo collettivo ‘Elmotell blues (coautori G. Lentini, G. De Vita, G. Cuttone, E. Piccolo, F. Muzzioli, V. Cuccaroni e, nel ruolo di regista del montaggio poetico, A. Contiliano), edito da Navarra (Marsala, 2007).
L’Antologia del Premio, Edizioni Progetto OTTOBRE in POESIA & ARTS TRIBU, oltre a contenere la sezione editi, raccoglie i testi delle poesie inedite vincitrici, segnalate e selezionate. Fra i testi poetici inseriti nell’Antologia, mi hanno colpito particolarmente quelli della marocchina Asma Gherib, versi intensi di profumi come quelli della poesia Il Paguro (secondo premio della sezione inediti):
… Aspettavo che il cielo mi aprisse le sue porte
e innaffiasse con le piogge i miei seni
e quando arrivò l’inverno, seguito dalla primavera
dentro le mie vene sbocciarono
fiori di zafferano, di basilico e di garofano…
“Il Centro è la Periferia†era lo slogan di questa II Edizione del Premio, una periferia come luogo per raggiungere voci, sensibilità , periferie altre; in un mondo dove tutto ormai è stato globalizzato, infatti, la periferia diventa l’unico centro raggiungibile, il centro possibile.
L’Antologia è stata impreziosita dall’EserCitazioni pittoricaMente sCORREtte di Adriana Fiori.
La pittura di Fiori bisogna leggerla nel senso letterale del termine, perché della parola pensata, scritta, cercata, trovata ne fa magistralmente uso; dove non arriva la pittura, giunge la scrittura e viceversa. E’, insomma, una pittura scritta, uno scritto dipinto. Come gli artisti pop, ingrandisce le immagini (figure, oggetti, prodotti della natura, ecc.) facendole diventare delle presenze mostruose e risolvendole con una pennellata espressionistica. Le sue tecniche miste (acrilici, collage, ready-made di memoria dada) s-confinano verso il graffitismo metropolitano dei Graffiti writing.
Questa Antologia costituisce un viaggio dentro noi stessi, dove “nessun bagaglio è necessario e poche cose servono realmente; solo pazienza e voglia d’ascoltare, d’ascoltarsi†(L.O. Onida, Gli stranieri dell’anima, introduzione al volume).
Giacomo Cuttone



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