Aldo Zizzo, marsalese, comandante del 186/o Reggimento Paracadutisti Folgore, è rientrato alla caserma Bandini di Siena con gli ultimi ottanta uomini rimasti in Afghanistan, per la fine della missione iniziata lo scorso maggio.
La missione del contingente italiano a Kabul denominata “ITALFOR XX” e portata avanti per sei mesi con estrema professionalità e determinazione dai paracadutisti del 186° reggimento “Folgore”, è ufficialmente terminata, nel pr
eciso istante in cui il Comandante cedente, Col. Aldo Zizzo, ha passato la bandiera simboleggiante la missione in terra afghana dalle proprie mani a quelle del Tenente Colonnello turco Cuneyt Sarakaia, che proprio in questi ultimi giorni ha completato il coordinamento delle proprie unità giunte a “Camp Invicta”, con tanto di mezzi e materiali che serviranno al compimento della missione in ambito ISAF.
Davanti alla palazzina Comando, con la scritta “Folgore” ancora a fare bella mostra di se sulla facciata prospiciente il piazzale dell’alzabandiera, i reparti schierati, il turco e quello dei paracadutisti, con le relative Bandiere di guerra per l’186 e nazionale per i turchi inserite nello schieramento. Tra le Autorità civili e militari, che numerose hanno voluto presenziare a testimonianza della stima e dell’apprezzamento guadagnato sul campo per l’operato svolto durante i sei mesi di permanenza a Kabul e provincia, anche il Comandante del Regional Command Capital (RCC, uno dei cinque Comandi regionali presenti sul territorio afghano, a guida francese), il generale Marcel Druart, e il Generale di Divisione Claudio Mora, che a breve rivestirà il ruolo di Sottocapo di Stato Maggiore presso il Comando ISAF.
Il Colonnello Zizzo, nel suo discorso, ha voluto sottolineare il suo particolare ringraziamento ai “suoi” paracadutisti per tutto quello che hanno saputo esprimere sul campo: “Durante questi mesi, il Contingente italiano ha contribuito a garantire la sicurezza nella provincia di Kabul attraverso la ricostruzione, la presenza in ogni villaggio, ma soprattutto attraverso tutte quelle operazioni mirate a garantire la creazione ed il mantenimento di un ambiente sicuro in perfetta simbiosi con le forze di sicurezza locali. Non è stato facile, ma con molta pazienza e costanza siamo arrivati ad un ottimo risultato, anche se c’è ancora molto da fare”.
Il Comandante di “ITALFOR XX” ha anche ricordato l’ambiente particolarmente incerto che caratterizza questo teatro operativo, nel quale si è trovato ad operare, un “ambiente caratterizzato, tra l’altro, dalla forte presenza di automezzi suicida e ordigni esplosivi improvvisati di ogni tipo. Ma questo non ha mai minimamente inciso sulla nostra determinazione nel continuare a garantire supporto al popolo afghano. Il soldato italiano è in grado di parlare e agire a stretto contatto con la popolazione locale, sempre nel pieno rispetto della stessa, ma è anche egualmente capace di difendere la legalità e la giustizia sempre dalla parte di chi preferisce la pace e la legalità alla strategia del terrore”.
A seguire, i discorsi del Comandante francese, che ha ricordato la grande professionalità dimostrata dai paracadutisti italiani sia nel delicato e fondamentale compito di garantire la sicurezza nel periodo delle elezioni presidenziali, che anche nella creazione e mantenimento di quelle basilari condizioni di sicurezza nella difficile valle di Musahy, nota via d’accesso alla capitale dal confine meridionale del paese afghano. Contestualmente, sono arrivati gli auguri rivolti al tenente Colonnello turco per l’assolvimento della missione da parte dei suoi uomini.
La cerimonia del TOA (Transfer of Authority, trasferimento di Autorità tra “ITALFOR XX” e l’attuale “ITALFOR Kabul”) ha avuto termine alle 19:45 con la resa degli onori all’alto Ufficiale francese, che si è poi unito agli italiani ed ai turchi per una cena di saluto ai “partenti” e agli arrivati.
La missione del contingente italiano a Kabul denominata “ITALFOR XX” e portata avanti per sei mesi con estrema professionalità e determinazione dai paracadutisti del 186° reggimento “Folgore”, è ufficialmente terminata, nel pr
eciso istante in cui il Comandante cedente, Col. Aldo Zizzo, ha passato la bandiera simboleggiante la missione in terra afghana dalle proprie mani a quelle del Tenente Colonnello turco Cuneyt Sarakaia, che proprio in questi ultimi giorni ha completato il coordinamento delle proprie unità giunte a “Camp Invicta”, con tanto di mezzi e materiali che serviranno al compimento della missione in ambito ISAF.Davanti alla palazzina Comando, con la scritta “Folgore” ancora a fare bella mostra di se sulla facciata prospiciente il piazzale dell’alzabandiera, i reparti schierati, il turco e quello dei paracadutisti, con le relative Bandiere di guerra per l’186 e nazionale per i turchi inserite nello schieramento. Tra le Autorità civili e militari, che numerose hanno voluto presenziare a testimonianza della stima e dell’apprezzamento guadagnato sul campo per l’operato svolto durante i sei mesi di permanenza a Kabul e provincia, anche il Comandante del Regional Command Capital (RCC, uno dei cinque Comandi regionali presenti sul territorio afghano, a guida francese), il generale Marcel Druart, e il Generale di Divisione Claudio Mora, che a breve rivestirà il ruolo di Sottocapo di Stato Maggiore presso il Comando ISAF.
Il Colonnello Zizzo, nel suo discorso, ha voluto sottolineare il suo particolare ringraziamento ai “suoi” paracadutisti per tutto quello che hanno saputo esprimere sul campo: “Durante questi mesi, il Contingente italiano ha contribuito a garantire la sicurezza nella provincia di Kabul attraverso la ricostruzione, la presenza in ogni villaggio, ma soprattutto attraverso tutte quelle operazioni mirate a garantire la creazione ed il mantenimento di un ambiente sicuro in perfetta simbiosi con le forze di sicurezza locali. Non è stato facile, ma con molta pazienza e costanza siamo arrivati ad un ottimo risultato, anche se c’è ancora molto da fare”.
Il Comandante di “ITALFOR XX” ha anche ricordato l’ambiente particolarmente incerto che caratterizza questo teatro operativo, nel quale si è trovato ad operare, un “ambiente caratterizzato, tra l’altro, dalla forte presenza di automezzi suicida e ordigni esplosivi improvvisati di ogni tipo. Ma questo non ha mai minimamente inciso sulla nostra determinazione nel continuare a garantire supporto al popolo afghano. Il soldato italiano è in grado di parlare e agire a stretto contatto con la popolazione locale, sempre nel pieno rispetto della stessa, ma è anche egualmente capace di difendere la legalità e la giustizia sempre dalla parte di chi preferisce la pace e la legalità alla strategia del terrore”.
A seguire, i discorsi del Comandante francese, che ha ricordato la grande professionalità dimostrata dai paracadutisti italiani sia nel delicato e fondamentale compito di garantire la sicurezza nel periodo delle elezioni presidenziali, che anche nella creazione e mantenimento di quelle basilari condizioni di sicurezza nella difficile valle di Musahy, nota via d’accesso alla capitale dal confine meridionale del paese afghano. Contestualmente, sono arrivati gli auguri rivolti al tenente Colonnello turco per l’assolvimento della missione da parte dei suoi uomini.
La cerimonia del TOA (Transfer of Authority, trasferimento di Autorità tra “ITALFOR XX” e l’attuale “ITALFOR Kabul”) ha avuto termine alle 19:45 con la resa degli onori all’alto Ufficiale francese, che si è poi unito agli italiani ed ai turchi per una cena di saluto ai “partenti” e agli arrivati.
«Abbiamo scelto liberamente il mestiere delle armi – ha detto Zizzo al suo rientro in Italia ricordando i quattro uomini persi nell’attentato dello scorso 17 settembre – e certe cose dobbiamo metterle in conto. Cerchiamo di sopperire con l’addestramento e i mezzi a disposizione. Chiediamo rispetto come soldati, rispetto che, quando siamo in patria, vuol dire avere le risorse per addestramento e mezzi, per rispondere alle chiamate del governo».

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