Si attenua nel Trapanese la morsa del caro vita, quanto meno per quel che riguarda i prezzi dei beni di prima necessità . Il dato viene fuori dall’Osservatorio dei prezzi della Camera di Commercio di Trapani, istituito in collaborazione con la Prefettura nel corso di un tavolo tecnico tenuto nei mesi scorsi a
Palazzo del Governo. Le rilevazioni sono partite a luglio e sono state aggiornate ad agosto, settembre ed ottobre, raffrontando le variazioni di mese in mese con l’obiettivo di analizzare l’andamento dei prezzi dei prodotti di prima necessità , ad iniziare da pane e pasta. Nel “paniere” di prodotti individuato dal personale dell’ente camerale c’è anche la carne, il pesce, la frutta ed il latte. In questi primi quattro mesi, ovvero da luglio ad ottobre, i prezzi non sono aumentati e in alcuni casi si è registrato un leggero calo nei prodotti tenuti “sotto controllo”. Nelle rilevazioni di settembre, ad esempio, è diminuito del sette per cento il prezzo della carne di primo taglio, anche se è aumentata del quattro per cento quella di secondo taglio. Ad ottobre il prezzo della carne da primo taglio è invece aumentato quasi del cinque, quella di secondo taglio è diminuita del 6,30 per cento. Insomma, il dato che si evince è di una fluttuazione dei listini all'interno di una “forbice” pressoché costante. Prezzi stazionari per latte e pasta, mentre il pesce continua a scendere toccando ad ottobre -11,72 per cento. E dopo l'aumento dei mesi scorsi anche il prezzo dei calamari ha fatto registrare una lieve battuta d'arresto. Non ci sono dunque stati significativi rincari e dal trend emerge una sostanziale “tenuta” dei prezzi dei prodotti di prima necessità , con fisiologiche “fluttuazioni”. Il caro vita sembra dunque concedere un po’ di tregua.
“L’Osservatorio dei prezzi – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace – è nato d’accordo con il prefetto Stefano Trotta con l’obiettivo di monitorare l’andamento dei prezzi nel nostro territorio, studiando quindi la realtà locale della provincia. Quello del caro vita è un problema che sta particolarmente a cuore ai cittadini, costretti a fare i conti con la crisi economica e con le difficoltà ad arrivare a fine mese. Abbiamo accolto volentieri la richiesta della Prefettura ed in questi mesi abbiamo tenuto sotto controllo l’andamento dei prezzi in provincia. In base alle nostre rilevazioni nel periodo del monitoraggio non ci sono stati rincari: i prezzi sono rimasti pressoché costanti. Il monitoraggio continuerà naturalmente anche nel prossimi mesi”.
Palazzo del Governo. Le rilevazioni sono partite a luglio e sono state aggiornate ad agosto, settembre ed ottobre, raffrontando le variazioni di mese in mese con l’obiettivo di analizzare l’andamento dei prezzi dei prodotti di prima necessità , ad iniziare da pane e pasta. Nel “paniere” di prodotti individuato dal personale dell’ente camerale c’è anche la carne, il pesce, la frutta ed il latte. In questi primi quattro mesi, ovvero da luglio ad ottobre, i prezzi non sono aumentati e in alcuni casi si è registrato un leggero calo nei prodotti tenuti “sotto controllo”. Nelle rilevazioni di settembre, ad esempio, è diminuito del sette per cento il prezzo della carne di primo taglio, anche se è aumentata del quattro per cento quella di secondo taglio. Ad ottobre il prezzo della carne da primo taglio è invece aumentato quasi del cinque, quella di secondo taglio è diminuita del 6,30 per cento. Insomma, il dato che si evince è di una fluttuazione dei listini all'interno di una “forbice” pressoché costante. Prezzi stazionari per latte e pasta, mentre il pesce continua a scendere toccando ad ottobre -11,72 per cento. E dopo l'aumento dei mesi scorsi anche il prezzo dei calamari ha fatto registrare una lieve battuta d'arresto. Non ci sono dunque stati significativi rincari e dal trend emerge una sostanziale “tenuta” dei prezzi dei prodotti di prima necessità , con fisiologiche “fluttuazioni”. Il caro vita sembra dunque concedere un po’ di tregua.“L’Osservatorio dei prezzi – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace – è nato d’accordo con il prefetto Stefano Trotta con l’obiettivo di monitorare l’andamento dei prezzi nel nostro territorio, studiando quindi la realtà locale della provincia. Quello del caro vita è un problema che sta particolarmente a cuore ai cittadini, costretti a fare i conti con la crisi economica e con le difficoltà ad arrivare a fine mese. Abbiamo accolto volentieri la richiesta della Prefettura ed in questi mesi abbiamo tenuto sotto controllo l’andamento dei prezzi in provincia. In base alle nostre rilevazioni nel periodo del monitoraggio non ci sono stati rincari: i prezzi sono rimasti pressoché costanti. Il monitoraggio continuerà naturalmente anche nel prossimi mesi”.
Il personale dell’ente camerale ha condotto l’indagine a campione su tutto il territorio provinciale, prendendo in esame 30 strutture di vendita, il 20 per cento del totale delle aziende che si occupano di distribuzione, sia nei comuni più grandi che in quelli più piccoli. È stata quindi stilata una tabella, con una “forbice” data dai prezzi minimi e da quelli massimi. Dalla rilevazione dei prezzi del primo taglio della carne sono stati esclusi tagli particolarmente pregiati, come il filetto, o speciali, quali la fiorentina. La motivazione di questa esclusione va ricondotta alla scarsa presenza, presso gli esercizi della grande distribuzione, di queste tipologie di prodotto. Per quel che riguarda i prezzi del pesce, gli uffici dell’ente camerale si sono rifatti anche alle quotazioni degli esercizi commerciali del settore. Il monitoraggio continuerà anche nei prossimi mesi.

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