Protestano i lavoratori dipendenti della Dussmann Service, la società che gestisce il servizio mensa nella caserma del 37esimo stormo di Trapani- Birgi. Incroceranno le braccia per l'intera giornata di lunedì 9 novembre. 
Lo sciopero, proclamato dalle segreterie provinciali della Filcams - Cgil, della Fisascat – Cisl, della UilTucs e dell'Ugl, è finalizzato a protestare contro la decisione della società di licenziare tre addetti al servizio mensa e un cuoco, decisione, ritenuta dai sindacati, “priva di alcuna motivazione e giustificazione”.
Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali avevano proposto ai rappresentanti della Dussmann di esaminare e valutare altre possibili alternative alla procedura di mobilità , ma la società non ha fatto pervenire ai sindacati motivazioni plausibili sul rifiuto di ricorrere agli ammortizzatori sociali in deroga e, senza ulteriore confronto, ha proceduto ad avviare i licenziamenti individuali di quattro dipendenti, subito dopo la scadenza del termine di 120 giorni dal mancato accordo sulla mobilità .
“Tale comportamento – sottolineano i segretari dei sindacati – dimostra che la Dussmann non poteva, forse, ricorrere alla procedura di mobilità , convinzione ulteriormente avvalorata dal fatto che la società sta ancora facendo ricorso al lavoro straordinario” .
Intanto, i sindacati hanno chiesto al prefetto Trotta di convocare le parti al fine di avviare un confronto e sollecitare la società a procedere alla revoca dei licenziamenti.
Qualora la Dussmann non dovesse desistere dalla volontà di licenziare i quattro lavoratori, la Filcams - Cgil, la Fisascat – Cisl, la UilTucs e l'Ugl programmeranno ulteriori giornate di sciopero per difendere il diritto al lavoro di tutti i dipendenti della società .

Lo sciopero, proclamato dalle segreterie provinciali della Filcams - Cgil, della Fisascat – Cisl, della UilTucs e dell'Ugl, è finalizzato a protestare contro la decisione della società di licenziare tre addetti al servizio mensa e un cuoco, decisione, ritenuta dai sindacati, “priva di alcuna motivazione e giustificazione”.
Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali avevano proposto ai rappresentanti della Dussmann di esaminare e valutare altre possibili alternative alla procedura di mobilità , ma la società non ha fatto pervenire ai sindacati motivazioni plausibili sul rifiuto di ricorrere agli ammortizzatori sociali in deroga e, senza ulteriore confronto, ha proceduto ad avviare i licenziamenti individuali di quattro dipendenti, subito dopo la scadenza del termine di 120 giorni dal mancato accordo sulla mobilità .
“Tale comportamento – sottolineano i segretari dei sindacati – dimostra che la Dussmann non poteva, forse, ricorrere alla procedura di mobilità , convinzione ulteriormente avvalorata dal fatto che la società sta ancora facendo ricorso al lavoro straordinario” .
Intanto, i sindacati hanno chiesto al prefetto Trotta di convocare le parti al fine di avviare un confronto e sollecitare la società a procedere alla revoca dei licenziamenti.
Qualora la Dussmann non dovesse desistere dalla volontà di licenziare i quattro lavoratori, la Filcams - Cgil, la Fisascat – Cisl, la UilTucs e l'Ugl programmeranno ulteriori giornate di sciopero per difendere il diritto al lavoro di tutti i dipendenti della società .
“I pensionati tornano nelle piazze” è invece lo slogan della settimana di mobilitazione nazionale che, dal 2 novembre, lo Spi – Cgil sta svolgendo per rivendicare i diritti dei pensionati.
Ieri, venerdì 6 novembre, dalle 10 alle 20, i sindacalisti dello Spi - Cgil insieme ad anziani e pensionati sono stati presenti a Trapani con un gazebo allestito dinnanzi l'ingresso principale della Villa Margherita.
L'iniziativa, che nei giorni scorsi si è tenuta anche nelle piazze delle principali città del territorio trapanese, si propone l'obiettivo di illustrare le proposte del sindacato riguardo i temi del potere d'acquisto delle pensioni, della non autosufficienza, delle politiche sanitarie e socio-sanitarie.
“I pensionati e gli anziani del territorio trapanese - ha detto Antonella Granello, della segreteria provinciale dello Spi Cgil - vivono in una condizione di grave disagio e molti di loro rischiano l'esclusione e l'emarginazione sociale. Vivere con meno di 500 euro al mese di pensione - ha proseguito - è lesivo della dignità umana. Inoltre - ha concluso - i tagli, disposti dalla Regione, delle risorse destinate alle politiche sociali sta colpendo proprio i più deboli a cui è, così, negato il fondamentale diritto all'assistenza”.
La settimana di mobilitazione dei pensionati si concluderà sabato 7 novembre con una serie di presidi con gazebo allestiti ad Alcamo (piazza Ciullo, dalle 9,30 alle 20) , Castelvetrano (piazza Garibaldi, dalle 16 alle 20), Marsala (piazza della Repubblica, dalle 9,30 alle 13) e Trapani (piazza Vittorio Veneto, dalle 16 alle 20).
Martedì 10 novembre, alle 17, nella sede della Camera del Lavoro di Mazara del Vallo i sindacalisti dello Spi terranno, invece, un'assemblea sindacale con i pensionati.

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