Comportamento antisindacale e licenziamento illegittimo. Li denuncia la segreteria provinciale della Cgil e della Funzione pubblica – Cgil di Trapani dopo la rescissione del contratto di un lavoratore dell'Ato Belice Ambiente Tp2 di Mazara del Vallo. Al dipendente, che nell'azienda ricopriva il ruolo di rappresentante sindacale aziendale della Fp -
Cgil, è stata, infatti, fatta recapitare, lo scorso 28 ottobre, una lettera che notificava il licenziamento per raggiungimento età massima lavorativa e il mancato utilizzo del regime di stabilità reale od obbligatorio. E' per questo che il lavoratore ha presentato ricorso. Per la Fp – Cgil si tratta di un "licenziamento effettuato senza tenere conto delle norme stabilite dalla legge". Nel mese di luglio il dipendente aveva, infatti comunicato all'azienda che il 20 ottobre avrebbe compiuto i 65 anni di età avvisando, inoltre, che la prima finestra utile per godere della pensione si sarebbe aperta a partire da luglio del 2010.
"In queste settimane – dice il segretario provinciale della Fp Cgil Nicola Del Serro – abbiamo tentato di contattare il direttore generale della Belice Ambiente che, in un primo momento, ha telefonicamente mostrato disponibilità a valutare la situazione chiedendo copia del ricorso che, dopo ripetuti tentativi di invio via fax, abbiamo consegnato personalmente. Ad oggi – conclude- non abbiamo però avuto alcuna risposta" .
La Cgil lamenta il generale comportamento antisindacale dei rappresentanti dell'Ato Tp2 nelle relazioni con i sindacalisti della Funzione pubblica e le discriminazioni che subiscono i lavoratori che aderiscono alla Cgil.
"Le decisioni stabilite dall'azienda – osserva la segretaria generale della Cgil di Trapani, Mimma Argurio – ledono la correttezza delle relazioni sindacali, poiché le scelte che coinvolgono i lavoratori non possono essere stabilite in maniera unilaterale. Più volte – prosegue – abbiamo, inoltre, notato nei confronti dei lavoratori iscritti alla Cgil comportamenti anomali da parte dei funzionari dell'amministrazione della Belice Ambiente. La questione – conclude – è stata sollevata durante riunioni e tavoli di trattativa ma i dipendenti continuano a subire discriminazioni rispetto ai loro colleghi".
La Cgil si riserva, infine, di intraprendere tutti i provvedimenti necessari e nelle opportune sedi al fine di tutelare i diritti dei lavoratori.
Cgil, è stata, infatti, fatta recapitare, lo scorso 28 ottobre, una lettera che notificava il licenziamento per raggiungimento età massima lavorativa e il mancato utilizzo del regime di stabilità reale od obbligatorio. E' per questo che il lavoratore ha presentato ricorso. Per la Fp – Cgil si tratta di un "licenziamento effettuato senza tenere conto delle norme stabilite dalla legge". Nel mese di luglio il dipendente aveva, infatti comunicato all'azienda che il 20 ottobre avrebbe compiuto i 65 anni di età avvisando, inoltre, che la prima finestra utile per godere della pensione si sarebbe aperta a partire da luglio del 2010."In queste settimane – dice il segretario provinciale della Fp Cgil Nicola Del Serro – abbiamo tentato di contattare il direttore generale della Belice Ambiente che, in un primo momento, ha telefonicamente mostrato disponibilità a valutare la situazione chiedendo copia del ricorso che, dopo ripetuti tentativi di invio via fax, abbiamo consegnato personalmente. Ad oggi – conclude- non abbiamo però avuto alcuna risposta" .
La Cgil lamenta il generale comportamento antisindacale dei rappresentanti dell'Ato Tp2 nelle relazioni con i sindacalisti della Funzione pubblica e le discriminazioni che subiscono i lavoratori che aderiscono alla Cgil.
"Le decisioni stabilite dall'azienda – osserva la segretaria generale della Cgil di Trapani, Mimma Argurio – ledono la correttezza delle relazioni sindacali, poiché le scelte che coinvolgono i lavoratori non possono essere stabilite in maniera unilaterale. Più volte – prosegue – abbiamo, inoltre, notato nei confronti dei lavoratori iscritti alla Cgil comportamenti anomali da parte dei funzionari dell'amministrazione della Belice Ambiente. La questione – conclude – è stata sollevata durante riunioni e tavoli di trattativa ma i dipendenti continuano a subire discriminazioni rispetto ai loro colleghi".
La Cgil si riserva, infine, di intraprendere tutti i provvedimenti necessari e nelle opportune sedi al fine di tutelare i diritti dei lavoratori.

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