Enzo Zerilli, Presidente dell'associazione di volontariato Amici del Terzo Mondo, spiega alla nostra redazione cosa è per lui il volontariato: “Si parla ormai troppo spesso di volontariato, è arrivato il momento di mettere dei paletti all’uso di questa parola … Dopo aver letto le inchieste di www.marsala.it e di Rmc 101 ho sentito l’esigenza di intervenire in questo senso perché ho sentito che il modo in cui viene pensato dai nostri politici la parola volontariato non fa che mortificare il volontariato stesso …
E’necessario mettere dei limiti all’uso di questa parola. Mettiamo i puntini sulle “i”: il volontariato non va dietro a progetti e finanziamenti, piuttosto va verso la prestazione gratuita del proprio tempo e delle proprie capacità intellettuali, pratiche, culturali messe a disposizione delle fasce più deboli”.
Già … in effetti ultimamente si sono venute a creare delle situazioni davvero anomale: ormai in molti fanno volontariato sperando di essere in qualche modo assunti. Si creano delle sacche di precariato, si mettono in gioco associazioni, cooperative...
“No, questo non è volontariato, elude dalla parola volontariato. Ricordo ancora una volta che volontariato è prestazione gratuita delle attività. Tutto ciò che comporta una retribuzione economica non rientra più nella parola volontariato, rientra nel terzo settore, o quarto settore o no profit, ma con il volontariato non ha nulla a che fare … Poi, voglio precisare che le associazioni di volontariato nascono non per sostituirsi alle istituzioni, ma da esigenze personali, laiche o cattoliche che siano, di essere partecipi attivamente all’interno delle città e di intervenire nelle situazioni di disagio. Io credo che l’amministrazione comunale, di qualunque colore politico essa sia, ha il diritto di contare sull’apporto dei volontari e delle associazioni di volontariato, ma non per la riuscita dei progetti … Il volontario deve essere messo nelle condizioni di poter operare per il bene della collettività. A me pare si stia perdendo un po’ il senso della parola, il termine volontariato è ormai abusato all’infinito: è arrivato il momento di dire, come dicono a Napoli, “ccà nisciunu è fesso!”.
Pamela Giampino

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