Il senatore Antonio d’Alì è intervenuto in aula con una interrogazione breve a risposta immediata (ex art. 151-bis del Regolamento: "Question time") sull'utilizzo dei fondi per il dissesto idrogeologico con particolare riguardo all'alluvione di Messina e inoltre per conoscere quali iniziative il Governo abbia intrapreso per fronteggiare i gravi danni procurati dal violento nubifragio abbattutosi sul territorio siciliano, in particolare nelle province di Trapani e Palermo il 16 settembre 2009.
All’interrogazione ha risposto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito che ha dettagliato gli interventi del Governo, in massima parte affidati al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nella sua qualitĂ di commissario straordinario. Interventi destinati ai comuni del messinese e nei quali sono ricompresi, ha spiegato Vito, anche quelli
previsti per le altre province siciliane e per eventi precedenti per i quali la Regione ha anche chiesto lo stato di calamitĂ nazionale.
La risposta del Ministro ha soddisfatto il senatore d’Alì per quel che riguarda gli interventi nella provincia di Messina poichĂ© è stato evidenziato “l'impegno economico assunto per far fronte alla prima fase emergenziale creatasi a seguito delle alluvioni” Nella replica però d’Alì ha anche sottolineato che “da un'attenta analisi non si può che rilevare che tali fondi non sono assolutamente sufficienti a coprire i gravi danni provocati alle cose e alle persone”. Per quanto riguarda i danni nella provincia di Trapani d’Alì ha rilevato che la Regione, attraverso il presidente, commissario delegato dal Governo nazionale, non ha ancora provveduto a disporre gli elenchi dei comuni da inserire tra quelli che avranno diritto ad attivare procedure risarcitorie.
“Auspico dunque – ha concluso d’Alì nella sua replica – che nella fase successiva il Presidente della Regione Siciliana, in qualitĂ di Commissario delegato, voglia intraprendere tutte le necessarie azioni, anche utilizzando fondi a disposizione delle intese programmatiche da stipularsi tra Stato a Regione, al fine di ottenere dal governo nazionale un ulteriore e imprescindibile incremento economico mirato a soddisfare le necessitĂ dei territori colpiti da questa grave calamitĂ ”.

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