'I gravi problemi della Sicilia attendono risposte immediate da un governo regionale che non c'e' piu'''. Lo ha detto Saverio Romano, responsabile nazionale organizzazione UDC e segretario del partito in Sicilia, a margine del forum degli amministratori locali dell'Unione di Centro che si e' svolto all'hotel Perla Ionica di Acireale, ricordando che ''tra questi, l'emergenza rifiuti, una disoccupazione crescente, piccole e medie imprese costrette alla sopravvivenza, giovani laureati in fuga dalla Sicilia, il comparto agricolo in ginocchio, enti locali che non hanno piu' alcuna interlocuzione con Palazzo d'Orleans. In questo contesto Lombardo, piuttosto che fare il giro delle sette chiese per raccattare qualche deputato che gli consenta di restare sulla propria poltrona farebbe bene a guardare la realta' per quella che e'''.
Romano, quindi, ricorda che ''l'Udc ha chiesto una cosa molto semplice: che si azzeri la giunta e che venga ripristinata la coalizione che ha vinto le elezioni. In caso contrario il ricorso alle urne sarebbe la cosa piu' civile e democratica da fare. Confidiamo in un sussulto di dignita' politica da parte del presidente della Regione. Ma su questo siamo pessimisti''.
''Se Lombardo vuole cercare maggioranze variabili in Aula per continuare a governare alla giornata e' liberissimo di farlo, ma se non vuole tradire il mandato elettorale e amministrare la Sicilia con un progetto ambizioso e di lunga durata , deve ricostituire la maggioranza uscita dalle urne''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), presidente la Commissione Parlamentare Attivita' Produttive dell'Ars.
''Vi sono parlamentari - ha continuato Salvino Caputo - che cercano di spingere Lombardo verso altre posizioni, soltanto per salvaguardare posizioni di potere e certamente non per amore della Sicilia. Ogni composizione della crisi diversa dalla formazione della compagine Udc, Pdl ed Mpa e' soltanto velleitaria e condannerebbe la Sicilia alla precarieta' amministrativa ed alla instabilita' politica''.
La ricerca di un’intesa su un programma di alto profilo che rispecchi e integri il progetto riformatore presentato ai nostri elettori un anno e mezzo fa è il miglior modo di affrontare e tentare di risolvere la crisi. PdL-Sicilia ha sempre sostenuto questa tesi e non possiamo che accogliere favorevolmente la scelta del governatore Lombardo di seguire la strada che abbiamo indicato da tempo. Poniamo solo una condizione: si lavori attorno ad un programma di riforme strutturali coerente e fattibile, senza però cedere a compromessi al ribasso solo per continuare a vivacchiare in attesa del prossimo e decisivo scossone”. Lo afferma il capogruppo di PdL-Sicilia all’Assemblea regionale siciliana Giulia Adamo.
“La Sicilia - sottolinea Adamo - ha bisogno di un esecutivo forte e supportato da una maggioranza coesa e ben identificabile. Il tempo dei sotterfugi e dei distinguo è terminato, chi punta - continua - a destabilizzare con manovre poco chiare l’assetto istituzionale voluto dai siciliani è destinato all’oblio. Il momento impone scelte decise e coerenti anche attraverso l’ipotesi di una ulteriore scomposizione delle rappresentanze politiche in parlamento. Sostenere il rilancio della Sicilia - conclude Adamo - è il bene superiore al quale tutto deve sottostare”.

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