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C’ è un pianeta da salvare e la sua bio-polis?

Riviera Mediterranea - Mazara del vallo
Scritto da Mazaracult blogspot   
Lunedì 18 Gennaio 2010 11:08


Occorre occuparsi delle tarme!

di Antonino Contiliano


Il filosofo della scienza (e anche pianista) Ervin László (nato a Budapest nel 1932), esperto pure di teoria dei sistemi, è a Trapani. Siamo nella serata del 16 gennaio 2010. László è ospite della “Fondazione Pasqua 2000” in occasione di “una cena per nutrire la cultura”. La serata è stata organizzata da Don Liborio in uno dei saloni del seminario di Trapani. Il filosofo Ervin ha pubblicato circa 75 libri e oltre quattrocento pubblicazioni scientifiche. In atto, al centro delle sue ricerche, è la questione della grave crisi climatico-energetica-ambientale. E su questo va in giro in Europa e altrove per conferenze e dibattiti. Per ora si trova a Trapani. Come ha dichiarato, durante la serata della “cena per la cultura” del 16 gennaio 2010, è in Sicilia sia per un periodo di vacanza, che di ricerca sull’ambiente e le fonti energetiche alternative. Durante la serata, dopo aver rivolto il saluto ai convitati, ha esternato anche il suo compiacimento ed apprezzamento per la natura siciliana, la sua cultura, la sua storia, gli amici, la calorosa accoglienza e incomparabile ospitalità con cui è stato accolto.
[Photo]Il filosofo, recentemente (dicembre 2009), invitato dall’UNESCO trapanese, nella persona del suo attuale Presidente Vincenzo Bandi (Preside/Dirigente), e su iniziativa del Dott. Vincenzo Garaffa, è stato, pure, il relatore di una ricca e documentata conferenza-dibattito sull’attuale situazione di crisi energetica, climatica ed ambientale planetaria. L’incontro, presenti studenti e Cittadinanza, si è svolto nell’Aula Magna del Polo Universitario trapanese. Candidato al Nobel per la Pace e Presidente del Club of Budapest International è tra gli attori e protagonisti del progetto “Globale 2012”. Il progetto è una rete planetaria finalizzata a una coscienza, atta a favorire una grande sintesi delle conoscenze e delle esperienze per riunirle in un modello unitario che inglobi l’essere umano, la società e il pianeta secondo i criteri della complessità scientifica, la giustizia umana e la saggezza spirituale. La Terra, nei prossimi anni, aggredita dalla rapacità del modello economico-sociale capital-liberistico, sarà sottoposta ad instabilità critica ambientale e sociale tale, che se non si interviene in tempo segnerà la fine di ogni forma di vita sul pianeta, almeno così come ora noi la conosciamo. László, filosofo della scienza e della teoria dei sistemi, propone insomma un modello “olistico” o comprensivo di una interazione interdipendente, necessaria e ineludibile, tra l’attività dell’uomo e il suo ambiente planetario. Ritiene che, per maturare una coscienza universale di nuovo tipo eco-sistemico totale e integrato, siano le coscienze individuali l’unica strada percorribile. “Macro Schift” è il nome espressivo che qualifica il raggiungimento di questa “massa critica”, ovvero l’unitarietà e l’unità delle coscienze individuali in grado di cambiare la visione del mondo ed il modo in cui l’umanità si rapporta ad esso. Noi siamo altresì convinti che, per una svolta radicale, è indispensabile che la maturazione delle coscienze individuali si accompagni al cambio di modello economico e sociale. Il fallimento del protocollo di Kyoto (la riduzione delle sostanze inquinanti, cfc, etc.), come ebbe a sostenere chi scrive, durante l’incontro-dibattito al “Polo Universitario di Trapani”, dopo che il filosofo Laszlo aveva illustrato la gravità della crisi con grafici e percentuali, è opera soprattutto degli “Stati” capitalisti o del “primo mondo” e del loro modello di sviluppo. Se al fallimento di “Kyoto”, aggiungiamo quello di Copenaghen (ultimo summit in ordine di tempo sul clima), allora la nostra preoccupazione è maggiormente avvalorata. Nessuna variazione nello stile di vita delle persone se non c’è, simultaneamente, un cambio di modello socio-economico e di “governance”, quel misto di cinismo politico e dittatura populistica che ha svuotato di qualsiasi significato ogni “rappresentanza della volontà generale” per privatizzare e mercantilizzare ogni cosa. Il filosofo Slavoj Žižek, nella sua opera “In difesa delle cause perse- Materiali per la rivoluzione globale”, dice che puntare il progetto del risanamento solamente sulla riconversione di una “industria pulita” è cosa insufficiente. Il “primo mondo” non vuole farne le spese!





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