le polemiche in Italia le dimentichiamo in fretta, passiamo oltre... Ogni dibattito per quanto acceso dura il tempo di veder scazzottate verbali in TV dopo le quali si e' solo piu' confusi di prima.
Vorrei tornare su una polemica di un mese fa circa: "il Crocifisso nelle scuole", riportando una voce stonata nel coro. Padre Carlo e' un sacerdote di Siracusa, molti lo definiscono "un eroe del nostro tempo, per l'impegno senza sosta e senza risparmio nei confronti dei poveri, i bistrattati, gli emarginati".
A lui la parola:
"Io sarei d'accordo per far togliere il Crocifisso dalle scuole. Ma anche dagli ospedali e da tanti enti pubblici. E questo per rispetto del Crocifisso.
Per amore di verita'. Questo "segno" che altro non e' che la carta di identita' del Dio creduto dai cristiani, non dovrebbe continuare ad essere usato per ornare luoghi che forse hanno smarrito il loro spirito costitutivo. La scuola, ad esempio, e' luogo educante dove la persona e' accompagnata nella sua maturazione prima umana e poi professionale (a cominciare dalla scuola primaria e secondaria)? Oppure, nelle aule dei tribunali, dove l'amministrazione della giustizia non sempre e' rispettosa della dignita' e dell'uguaglianza dei cittadini (sia per i tempi biblici che le sono caratteristici, sia per la cavillosita' e costo davvero scoraggianti).
E' desolante che tanti difensori del Crocifisso dicano che esso e' un simbolo della nostra cultura e della nostra storia.
Il crocifisso e' un segno non di queste cose (potrebbero esserlo forse le nostre opere d'arte anche di ispirazione religiosa), ma e' segno parlante di una rivelazione da parte di Dio, per chi ci crede. Il suo luogo naturale e' costituito da tutti i Golgota dove si continua a crocifiggere quell'uomo con il quale Dio ha voluto essere solidale. Se a qualcuno interessa sul serio il Crocifisso, deve cercarlo la' e non negli uffici o nei palazzi spesso distanti dai pensieri e dal cuore di quell'uomo di Nazaret. E neanche, aggiungerei, in tante chiese ed edifici ecclesiastici.
Cosi' come dovrebbe essere proibito stupidiare con il Crocifisso ridotto ad orecchino, accessorio di collanine eccetera. In oro, diamanti... Ma oggi si usa anche metterselo sul culo (si dice piersing?) La vera questione secondo me e' allora un'altra: e' giusto che si continuino ad eliminare, sommersi e sepolti da tonnellate di profitto ed indifferenza, i crocifissi della terra (abitanti del terzo mondo, i nostri giovani senza futuro, gli immigrati, i popoli devastati dal non rispetto dell'ambiente, i sottoposti ai regimi della mafia, camorra...)?
Ma so bene che questa campagna di eliminazione dei crocifissi in carne e ossa non entusiasma tante nostre associazioni che pur si dicono di ispirazione cattolica. I crocifissi languono e ci muoiono tra i piedi. Ci inciampiamo sopra e li malediciamo sperando che presto le nostre citta' vengano ripulite.
Ma giustamente, mi si fara' notare che sono andato fuori strada rispetto al tema sul quale ci e' stato ordinato di perdere tempo.
padre Carlo."

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