Il senatore Antonio d’Alì è intervenuto questo pomeriggio in aula nel corso della seduta in cui il sottosegretario Guido Bertolaso ha riferito sull’inquinamento del fiume Lambro e sulle frane in Sicilia e Calabria.
D’Alì ha definito l’inquinamento del Lambro “un vero e proprio attentato all'ambiente” e apprezzato “l'intervento pronto ed efficace dei responsabili della Protezione civile che ha impedito al grave pregiudizio subito da questo fiume di trasformarsi in un danno irreparabile per l'intero bacino del Po”.
D’Alì “nella prospettiva di evitare futuri analoghi accadimenti” ha auspicato “un aggiornamento della normativa afferente alla cd. direttiva Seveso” assicurando che in sarĂ presa in esame “con la massima sollecitudine l'opportunitĂ di una modifica della disciplina dell'autocertificazione che contempli la verifica, successiva e puntuale da parte delle competenti autoritĂ amministrative, dei suoi contenuti e la loro effettiva rispondenza alle consistenze di fatto ed ai requisiti di legge”.
Sul dissesto idrogeologico in Sicilia e in Calabria, d’Alì ha anche riferito del sopralluogo della Commissione ambiente (1 e 2 marzo) nelle aree interessate dalle frane e dagli smottamenti in provincia di Messina e nelle province di Vibo Valentia e di Catanzaro dove le frane hanno interessato in prevalenza insediamenti abitativi, con un ampio coinvolgimento dei centri abitati. In Calabria, sono stati invece constatati, prevalentemente, gravissimi danni alle strutture pubbliche, principalmente quelle della viabilitĂ , tali da compromettere l'accesso ad interi paesi.
“In entrambi i casi – ha affermato d’Alì – sono state ravvisate situazioni di estrema urgenza che richiedono interventi immediati di protezione civile”
Per intervenire sono necessarie risorse finaziarie da reperire attraverso “stanziamenti straordinari statali e regionali, non essendo minimamente pensabile che possano provvedervi gli enti locali con le proprie risorse”.
D’Alì ha posto l’accento sulla necessitĂ che le “nel quadro dell'interesse nazionale alla sicurezza, le regioni dispongano che i comuni, gli agglomerati industriali e tutti gli enti preposti alla pianificazione territoriale provvedano ad una rivisitazione dei piani regolatori giĂ adottati approfondendo gli aspetti connessi alla sussistenza delle condizioni di sicurezza. Infatti, molte delle situazioni di criticitĂ riscontrate sui luoghi interessati dagli eventi franosi sono avvenute in zone edificate sulla base di regolari licenze edilizie”.
D’Alì ha concluso chidendo “al Governo di trasmettere alla Commissioni parlamentari competenti una nota di tutti gli interventi di protezione civile relativi alle alluvioni, ai dissesti ed alle frane dell'attuale stagione giĂ finanziati come ancora da finanziare, poichĂ© risulta che, per alcuni episodi, il Governo nazionale ed i governi regionali siano tempestivamente intervenuti, mentre in altri casi perdura una situazione di difficile attesa della quale le popolazioni interessate non possono comprendere le motivazioni discriminanti”.




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