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Da Roma a Cochabamba: Marsala acqua bene comune 2010. Il Sindaco incontra Evo Morales, il presidente della Bolivia?

Riviera Mediterranea - Mazara del vallo
Scritto da Mazaracult blogspot   
Venerdì 19 Marzo 2010 12:58


di Antonino Contiliano

Corre voce per la rete che il Sindaco di Marsala, Renzo Carini e la sua Giunta, dopo il 20 marzo prossimo – che li vedrà a Roma portatori degli interessi pubblici e della Città contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni –, incontreranno nel Municipio della Città Evo Morales. Morales è il presidente boliviano che dopo il fallimento del vertice di Copenaghen sul clima e i beni comuni (terra, aria, acqua…), ha indetto, dal 20 al 22 aprile prossimi a Cochabamba, una conferenza mondiale sul clima, sui diritti della Madre Terra e l’acqua come bene comune e invitandovi ognuno che, antiliberista e democratico, ha a cuore l’interesse pubblico e non del privato.

Corre voce altresì che verrà a Marsala per incontrare direttamente Carini e la sua Giunta, rei di antiliberismo e incorruttibili sostenitori invece della democrazia diretta e partecipata, nata ai tempi dei forum di Porto Alegre. E a Marsala applicata con invidiabile rigore dall’attuale Amministrazione, e a difesa oltranzista dei beni comuni. Beni oggi più che mai nel mirino della ruberia del profitto delle mafie delle multinazionali dell’oro blu, garantite e tutelate dalle leggi dello Stato, altrettanto privatizzato. Le forme, a tutti note, delle varie Spa o Srl, legiferate pro privatizzazione, sono, infatti, garantite con la logica del general contractor e del project financing (se il privato perde i profitti, in poche parole, paga solo e sempre la comunità dei cittadini). Così tutti i Beni d’interesse pubblico o della generalità dei cittadini, e quindi non soggetti alla privatizzazione e alla logica del profitto privato, invece lo sono. Costringe il Governo della banda Berlusconi. Tutti gli EE.LL. (Enti Locali), alla faccia del rispetto della libertà e dell’autonomia degli enti stessi, e soprattutto degli interessi di tutti i cittadini, secondo il Decreto (art. 15) Ronchi, debbono infatti calarsi le brache e regalare soldi ai poveri sfruttatori secondo quanto stabilito dalle norme coercitive. Le nuove norme, infatti, stabiliscono che entro il dicembre del 2011 tutte le società a capitale pubblico cessino di esistere per trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. Ed è a tutti è noto, però, che in base ad una parte del comma 1 dell’art. 154 del D. LGS. n. 152/2006, i gestori privati del servizio idrico possono caricare del 7% la bolletta dei cittadini per rifarsi del capitale investito (in un occhio!) e senza essere tenuti a investire alcunché di un € per migliorare la qualità del servizio stesso. Sappiamo, altresì, però, che il Sindaco Carini e la sua Giunta non permetteranno che i marsalesi vengano taglieggiati da questa ruberia legalizzata da Berlusconi (figuro tosto quanto losco, e non nuovo…) con DOPPIA VESSAZIONE: da un lato si mercifica l’acqua, e dall’altro si costringono gli utenti del servizio idrico ad assicurare il profitto al gestore pigliatutto. Ecco perché Evo Morales è interessato a incontrare Renzo Tramaligno (pardon: Carini) e la sua Giù-nta, unta cioè solo dallo spirito santo dell’interesse collettivo!, e portarlo a Cochabamba. A questo forum sociale mondiale e antiliberista, Evo Morales ha invitato, stante a radio fante dei vari networks accreditati, tutti i governi democratici, i movimenti globali e i Comuni siciliani che hanno aderito alla campagna di ripubblicizzazione dell’acqua. Scriviamo perché vorremmo che la Cittadinanza dei marsa-lesi e lessi, brave personnes nonostante tutto di salotto e lotto, fosse confermata in questa sua difesa a pro oltranzista del destino pubblico del sistema idrico marsalese. Ma, forse, Morales viene pure al Municipio di Marsala per imparare come il Sin-dàco Carini e la sua Giù-unta hanno modificato lo Statuto Comunale inserendovi che l’acqua non è merce, e perciò senza rilevanza economica? O per vedere come ha organizzato, unitamente alla Giunta e al Consiglio Comun/lale la sua partecipazione alla manifestazione romana del 20 marzo prossimo per la riplubblicizzazione dell’acqua? O meglio ancora per imparare come si scrive una legge popolare (difesa della pubblicità del servizio idrico) come quella delle 400 mila firme/2007 consegnata al Parlamento italiano? Oppure per imparare come ha organizzato sul territorio la raccolta delle firme (700) per il referendum abrogativo: Dell’art. 23 Bis (12 commi) della L. n. 133/2008 (privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica); dell’art. 150 (4 commi) del D. LGS. n. 152/2006 (Codice ambiente) relativo alle forme di gestione e procedure di affidamento del servizio idrico integrato); dell’art. 154 del D. LGS. n. 152/2006 (parte del comma 1 – Codice ambiente –: che dispone che la tariffa è il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto della remunerazione del capitale investito). Dunque, evviva, la GRANDE MANIFESTAZIONE nazionale di sabato 20 marzo a Roma per l’acqua e i beni comuni, cui parteciperà, senz’altro?, il Gonfalone di Marsala?. Mentre, da aprile a luglio 2010, banchetti per tutto il territorio dell’agro marsalese. Qui si raccoglieranno sottoscrizioni per quelle 700 mila firme necessarie per i tre quesiti referendari sulla ripubblicizzazione dell’acqua. Un attestato di benemerenza che il Sindaco Carini, sicuramente, potrà vantare a Morales sia dentro le pareti del Municipio di Marsala che, poi, all’appuntamento di Cochabamba nato dal Forum sociale di Porto Alegre 2010 e per iniziativa dei Sud del mondo. Il nostro Sindaco Carini, così carino, sa, e “es gibt zeit” (si dà tempo) – per questo rendiamo gloria e merito – che il servizio idrico municipale non si privatizza a gloria della disonestà del profitto privato sull’acqua. Il bene di tutti e principio della vita stessa! Perché sa, e ora lo dice apertamente, che da quando – in questo paese (scientificamente condotto allo sfascio dalla ds e dalla sn) – i servizi pubblici e municipali sono sotto il comando delle società per azioni e dei privati, avendo avuto libero accesso al bene comune acqua (Carta/Cantieri sociali, XII, n. 8), “gli investimenti sono crollati a un terzo (da 2 miliardi a 700 milioni di euro l'anno], l’occupazione è caduta verticalmente (- 30 per cento], le tariffe sono salite vertiginosamente (+ 62 per cento nell’ultimo decennio] e gli sprechi continuano (+ 20 per cento)”. E il nostro Sindaco Carini, così carino (qui cogliamo l’occasione per un affettuoso saluto e buon lavoro), non può certo presentarsi con credenziali del genere al Presidente della Bolivia Evo Morales! TodavÍa, salut! Per “sorella acqua”, Alex Zanotelli dice: «Mobilitiamoci! Sull’acqua ci giochiamo tutto».




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