E’ partita a Marsala una sperimentazione sull’uso del bioetanolo nei mezzi pubblici comunali. Del bioetanolo, in questo momento, si parla un po’ dovunque. Anche in Veneto è partito un progetto simile. In tempi di crisi si cercano nuove soluzione. E, in tempi come i nostri, in cui le tematiche ambientali hanno sempre più peso, il bioetanolo è una delle innovazioni che destano più interesse. Ma non è un tema così nuovo come potrebbe sembrare: il 1° l’ottobre 1987 il senatore Pietro Pizzo presentò al Senato una proposta di legge che parlava proprio di questo.
Senatore, era un’idea che anticipava i tempi o se ne parlava allora già?
E’ stata una grande intuizione. Quando sono stato eletto al Senato nell’87, sapendo che il bioetanolo era competenza del Parlamento, ho fatto uno studio con la mia segreteria, sull’esempio di Raul Gardini, di Ravenna, e con l’aiuto di Mulè, giornalista del Giornale di Sicilia, esperto nel settore agricolo, e ho presentato questa legge sull’uso del bioetanolo nei carburanti. L’abbiamo firmata in tanti, perché i parlamentari del Veneto e della Lombardia hanno chiesto che oltre, all’alcool da vino, si inserisse anche l’uso di quello ricavato dalle mele.
I vantaggi?
Oltre a ridurre le eccedenze di vino, avrebbe portato alla riduzione dello smog e all’abbassamento del prezzo del petrolio. Gran parte della distillazione allora veniva conservata, per anni, nelle cisterne dei privati con ricavato di miliardi e miliardi, la Comunità Europea ne pagava affitti onerosi e poi veniva venduta a prezzi bassissimi. Se avessimo avuto l’intelligenza di trasformarla, non sarebbe nato il problema delle eccedenze, con un risultato positivo per gli agricoltori.
La sua legge fu approvata?
Al Senato si. Alla Camera no, perché fu sciolta. E anche perché i petrolieri avevano forti interessi economici a bloccarla.
E lei che ha fatto?
Non mi sono arreso. L’ho data ad un parlamentare di Castelvetrano, Bongiorno, e lui l’ha ripresa. Ora si è liberalizzato il mercato e possono farlo tutti, sia i Comuni che la Regione….
E ora ne parlano tutti…
Io non voglio medaglie ma in tempi non sospetti ho avuto una grande intuizione. Allora ne parlarono tutti i giornali. Poi la cosa cadde nel silenzio.
Il fatto che la Comunità Europea ha tolto gli aiuti alla distillazione, ha creato adesso degli squilibri nella nostra economia agricolo?
La distillazione non poteva durare in eterno. Gli aiuti sarebbero andati necessariamente ad esaurirsi, io lo dicevo già allora. Per questo avevo pensato al bioetanolo. Oggi, per il settore agricolo, sarebbero necessari interventi legislativi seri.
Un problema è l’eccessiva frammentazione delle cantine, come dicono alcuni?
Se si mettono insieme è positivo. Le cantine sociali furono inventate da mio padre, in tempi in cui il piccolo agricoltore era schiacciato dai privati. Ma poi la situazione degenerò. Divenne un fatto politico. Ogni partito voleva le sue cantine. E se ne fecero davvero troppe.




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