Dalla mezzanotte del 14 aprile Rita Bernardini,deputata radicale eletta nelle liste del Pd e membro della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, a seguito del 20esimo suicidio avvenuto in carcere è in digiuno.
Il ricorso al digiuno come strumento di dialogo non è una novità nella prassi radicale ma dal non essere novità e ,dunque,notiziabile all?essere ridotto in assoluto silenzio..?
Silenzio assoluto al quale, da cittadina e da militante radicale,rispondo chiedendomi: qualora i maggiori organi di stampa non ?cestinassero? le battaglie nonviolente e riformatrici condotte dai radicali e,in questo caso,dalla parlamentare radicale sul fronte del sistema carcerario,come reagirebbe l?opinione pubblica ?Probabilmente rifletterebbe e, interrogandosi sul silenzio che avvolge le ripetute interrogazioni rivolte dall'onorevole Bernardini al ministro Alfano sui carceri , sul sovraffollamento,sui suicidi ,perché no?,sugli omicidi che avvengono negli istituti di pena,sulla situazione in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria ,in una parola,sul pianeta carcere, si mobiliterebbe trasformando la riflessione in azione.Azione nonviolenta,testimonianza di una vitale volontà di essere cittadini attenti e partecipi all?attività politica e dunque anche sociale del nostro paese.
Donatella Corleo ? militante radicale




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