Trapani torna nel novero delle città che saranno dotate di autorità portuali. Il disegno di legge predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e di fatto riforma l'intero ordinamento dei porti italiani. Si legge nel testo del provvedimento approvato
all’articolo 6 che regola le AutoritĂ Portuali: “I porti di Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, La Spezia,
Livorno, Manfredonia, Marina di Carrara, Messina, Gioia Tauro, Napoli, Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trapani, Trieste, Venezia, Salerno, Augusta, Olbia-Golfo Aranci e Piombino sono amministrati dalla autoritĂ portuale, che svolge i seguenti compiti in conformitĂ agli obiettivi di cui all'articolo 1…”. Il Ddl, in prima istanza di iniziativa parlamentare, è stato poi richiamato dal Ministero ed ulteriormente modificato con l’obiettivo di modernizzare l'attivitĂ , il ruolo e l'efficienza dei porti. Ora l’iter procedurale prevede il ritorno in aula, tanto al senato, quanto alla camera. L’istituzione della AutoritĂ Portuale di Trapani si può dunque considerare in dirittura d’arrivo considerato che il Ddl ha giĂ una matrice parlamentare ed un successivo approfondimento governativo; l’inserimento di Trapani tra i porti destinati ad avere l’AutoritĂ Portuale è frutto di un emendamento proposto dal senatore Antonio d’Alì nel disegno di legge di riforma in materia portuale andato all’esame dell’esecutivo.
«Con il provvedimento varato dal Governo – ha detto il senatore d’Alì – si può considerare concluso quel percorso di chiarezza e trasparenza che abbiamo a lungo sollecitato per la ricostituzione della autoritĂ portuale».
Prima una lettera di protesta al Presidente Napolitano, all’indomani dell’improvvido provvedimento di soppressione del ministro Bianchi; poi l’interrogazione al Senato; infine in risposta a questa, l’incarico all’ammiraglio Federico Biroli che con la sua relazione ha valutato positivamente la “sussistenza delle condizioni di ordine economico, sociale e politico” perchĂ© venisse costituita nuovamente l’AutoritĂ Portuale di Trapani. «L’assenza di questa importante istituzione – sostiene d’Alì – ha provocato ritardi per il rilancio del porto, pesanti disagi agli operatori e gravi danni economici che la cittĂ di Trapani ha pagato anche sul piano del traffico merci».
«Essendo il provvedimento, come il ministro matteoli sottolineato, giĂ discusso in via prelimanre in Parlamento ne immaginiamo una rapida approvazione. Presto, quindi si potrĂ ricostituire la inopinatamente soppressa AutoritĂ e programmare lo sviluppo del porto che è parte essenziale dello sviluppo economico del territotrio. Continuiamo a seguiore con pressante puntualitĂ – conclude d’Alì – l’iter relativo alla ripresa dei lavori sospesi nel 2005 che sarebbe stato piĂą agevole riprednere se fosse rimasta in vita l’autoritĂ portuale». Il ddl dispone la ridefinizione del ruolo delle Autorita' portuali e del processo della loro governance e la previsione di funzioni manageriali dei loro presidenti; definisce il rapporto tra porto e territorio e tra porto e reti di accesso. Ed ancora la semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori generali dei porti, del concessioni ai privati e di sdemanializzazione e di dragaggio dei fondali.




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