Un paio di giorni ho riportato una lettera di Gandhi e un Salmo riferendomi al "chiaro scuro", forse dettato dal "chiaro scuro" della mia mente volevo evidenziare quanto ci affanniamo a guardare il presente, aspettandoci tanto dal quotidiano, dagli amici, dai conoscenti, dalla vita, senza pensare al futuro, ed intendo il futuro del dopo...
Siamo spesso accecati dai "nostri problemi", dalle "nostre delusioni" che non siamo in grado di guardare e soprattutto capire quel che ci sta oltre il nostro naso. Eppure a volte il naso c'e' l'abbiamo grande e lungo per le bugie che diciamo.
Enaiatollah vedeva l'Italia, l'Europa come un miraggio, forse non sapeva neanche' dov'era. Non credo gli fregava nulla di quel che noi pensavamo e dei nostri problemi... ...ai suoi occhi questi erano piccoli piccoli come una goccia d'acqua rispetto al mare, quel mare che lui credeva ospitasse i coccodrilli.
La sua storia la potete leggere completamente nel suo libro "Storia vera di Enaiatollah Akbari":
http://www.ibs.it/code/9788860736475/geda-fabio/nel-mare-ci-sono.html
Nel frattempo ve ne riporto un incipit, Enaiat ha forse dieci anni quando un giorno si sveglia e non trova piu' sua mamma. Il "forse" dipende dal fatto che dove lui e' nato non ci si sofferma troppo a pensare alla data di nascita, tantomeno alla registrazione dei nuovi nati all'anagrafe. Enaiat ricorda che aveva circa dieci anni quando una mattina a Quetta in Pakistan, nel samvat dove avevano trovato riparo, al risveglio non trova piu' sua madre. "Mamma, ho chiamato. Nessuna risposta". Inizia cosi' questa storia. Con un khoda negahdar, un addio. Un addio per regalargli la vita...
Per continuare a leggere:
http://www.adrianobasile.net/news.asp?id=589

Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Technorati
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo
Ziczac