Dopo l’arresto dell’uomo che teneva segregata la convivente e la picchiava, una nuova operazione è stata eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo, anche questa finalizzata a reprimere quei reati di maltrattamenti e violenze che maturano all’interno degli ambienti domestico-familiari.
Il giovane, dopo la prematura scomparsa del padre avvenuta alcuni anni fa e rimasto solo con la mamma, ha ritenuto di dover gestire la famiglia in prima persona ed in una maniera tutta sua.
Il ragazzo disoccupato e senza nessuna intenzione di trovare un lavoro si faceva mantenere dalla propria madre, obbligando questa a compiere diversi lavori per avere entrate economiche sufficienti a soddisfare le sue personali esigenze e verosimilmente destinati all’acquisto di sostanze stupefacenti per suo uso personale.
Non contempo il ragazzo avanzava pretese sui pochi gioielli di famiglia (regali di comunione cresime e matrimonio) per rivenderli ed ottenere denaro contante. Tali gioielli erano stati preventivamente ed opportunamente nascosti dalla donna. La quale per questo motivo era oggetto di nuove e continue minacce e percosse.
Giovedì l’ennesimo litigio, che però ha raggiunto un livello di violenza inaspettato. Il ragazzo per farsi consegnare i pochi preziosi in possesso della donna le si scagliava contro tirandole cassetti, oggetti vari e minacciandola con la macchinetta del caffè piena e bollente se questa non avesse ceduto alla consegna. La donna spaventata oltre il normale decideva di chiamare il 112. Il ragazzo resosi conto di quello che la madre stava facendo le si avventava contro, le strappava il telefono dalle mani e la picchiava con pugni sulla schiena mentre questa cercava di scappare.
La donna nel frattempo è riuscita a divincolarsi e scappare in strada, mentre fuggiva chiamava nuovamente il 112 con il cellulare. La pattuglia dei carabinieri di Alcamo, una volta arrivata sul posto, trovava la donna in fuga a poche centinaia di metri dall’abitazione. La 50enne benchĂ© provata alla vista dei carabinieri si lasciava ad un pianto liberatorio, raccontando la sua triste vicenda.
Il giovane è stato quindi arrestato nella flagranza dei reati di “tentata estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia”.

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