Salvaguardare i livelli occupazionali dei circa 40 lavoratori dell'Ati, associazione temporanea di imprese che ha eseguto i lavori per la messa in sicurezza del porto turistico di Castellammare del Golfo. E' la priorità indicata dai rappresentanti della Fillea - Cgil di Trapani nel corso dell'assemblea, che si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri,
per illustrare ai lavoratori le proposte del sindacato per far fronte all'emergenza occupazionale scaturita dal recente sequestro dei lavori,
realizzati all'interno del porto, per il presunto utilizzo di cemento e materiale inerte non conforme ai parametri previsti dal capitolato di appalto. Per il sindacato delle costruzioni della Cgil, gli ammortizzatori sociali rappresentano l'unica alternativa per evitare, in una fase di grave crisi occupazionale del settore, ulteriori licenziamenti. “Il rispetto della legalità e della qualità del lavoro all'interno dei cantieri – ha detto il segretario d'organizzazione della Fillea Cgil di Trapani Enzo Palmeri – deve essere una priorità assoluta.
Solo rispettando le regole il settore potrà uscire dalla crisi e avviare una nuova fase di sviluppo. Auspichiamo – ha concluso Palmeri - che gli investigatori possano nel più breve tempo possibile fare chiarezza e stabilire le responsabilità così da evitare che una grande opera resti incompiuta”.

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