E' guerra aperta ormai nell'Udc tra il gruppo che fa riferimento al Presidente Turano e quello che orbita intorno a Pino Giammarinaro.
C'è un nuovo gruppo al consiglio provinciale. E' frutto delle divisioni interne all'Udc dopo la decisione del presidente Mimmo Turano di revocare l'assessore Francesco Gancitano.
I due consiglieri Silvano Bonanno e Giacomo Sucameli, hanno lasciato il gruppo ufficiale dell'Udc per dare vita ad un'altra aggregazione che hanno denominato "Udc verso il Partito della Nazione e per il movimento Rinnovamento Sociale". Ne fa parte anche Giovanni Angelo,. Il presidente rimane alle prese con il rimpasto di Giunta. L'iniziativa di Bonanno e Sucameli mischia i numeri di maggioranza e i rapporti di forza tra i gruppi che stanno a supporto del rimpasto. Si apre anche un contenzioso politico che non potrà tollerare gruppi che si rifanno al partito ma sono contro la sua linea ufficiale.
L'ultima nota viene da Turano: "Ancora una volta devo registrare un insolito atteggiamento da parte del gruppo che fa riferimento all’ex onorevole Pino Giammarinaro. L’annunciata costituzione di un nuovo gruppo consiliare, da parte di alcuni consiglieri provinciali che dicono di lavorare per il nuovo partito sa molto di antichi retaggi politici. Altro che nuova visione della politica! In buona sostanza, si pensa di costruire un progetto condiviso e non si partecipa neanche alla direzione provinciale che ho convocato di recente per discutere del nuovo progetto politico. Ancora una volta, gli amici di Pino Giammarinaro, continuano ad usare il partito come meglio gli fa comodo. La delicata fase che l’Udc sta vivendo verso una nuova formazione non trova di certo particolare utilità in comportamenti di questa natura. Sono impegnato, insieme a tanti amici a creare le necessarie condizioni per avviare una fase costituente che, oltre a dare rinnovate ragioni politiche agli aderenti, apra un costruttivo confronto con i giovani, le forze sane e le associazioni di questo territorio che, credo, siano poco dilettati a costituzioni di correnti ma abbiano invece molto interesse ai programmi ed ai progetti che il nuovo “Partito della Nazione” vorrà fare, per affrontare il delicato mo-mento politico, economico e sociale che il nostro Paese sta attraversando. Non servono, in questo particolare momento, né fughe in avanti e né strategie che scaturiscono da logiche che nulla hanno a che vedere con la costituzione del “Partito della Nazione”. Nel costituendo partito molti di noi ci saranno, non so gli altri"

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