15,00 - A poco meno di 24 ore dal varo della nuova giunta regionale siciliana annunciata per domani pomeriggio alle 16 dal governatore siciliano Raffaele Lombardo, si sono dimessi due degli assessori regionali vicini al Pdl Sicilia di Gianfranco Micciche': Michele Cimino, vicepresidente della Regione e assessore all'Economia, e Titti Bufardeci, assessore all'Agricoltura.
I due nel pomeriggio terranno una conferenza stampa in cui spiegheranno i motivi dell'addio polemico a Lombardo. Sembra a questo punto certo l'ingresso nel Lombardo quater del Pd.
Mancano solo alcuni nomi e la nuova giunta sara' pronta. Dovrebbero restare al loro posto gli assessori tecnici, in particolare alla Sanita' Massimo Russo, alla Famiglia Caterina Chinnici, all'Energia Piercarmelo Russo e alla Formazione Mario Centorrino.
14,40 - ''E' incredibile che di fronte ad un passo cosi' importante, l'unico problema che sembra interessare autorevoli esponenti del Partito democratico sia l'indicazione degli assessori nel governo Lombardo''. Lo afferma Davide Faraone, deputato regionale siciliano del Pd.
''Qualcuno forse non comprende -aggiunge Faraone- che fino ad ora ci siamo caricati 'soltanto' la responsabilita' dell'attivita' parlamentare e della finanziaria, dall'ingresso al governo in poi avremo anche la responsabilita' dell'attivita' amministrativa della Regione, del suo profilo politico e delle sue priorita' programmatiche: ambiti in cui il governo e' stato profondamente carente, basti pensare alle nomine dei dirigenti e dei cda delle societa' partecipate, alla gestione dei fondi europei e all'attuazione concreta delle riforme approvate in parlamento''.
''Siamo di fronte ad una scelta cruciale - continua Faraone - rispetto alla quale temo si stiano sottovalutando molti aspetti. Non ultimo quello dei rapporti con le altre forze del centrosinistra: mentre a Roma si lavora alla costruzione dell'Ulivo qui il Pd sembra autoreferenziale e dimentica che essere l'unico partito delle coalizione presente all'Ars non significa poter agire in assoluta liberta' ma, al contrario, imporrebbe il doppio dello sforzo nel dialogo con gli altri partiti, movimenti e con la societa', ad iniziare dalla nostra base e dai nostri elettori. Forse in questi giorni - conclude - sarebbe il caso di uscire dalle stanze del Palazzo e fare un giro fra la gente''.
14,30 - Il nuovo governo Lombardo, annunciato per domani pomeriggio, "non fara' lunga strada". Ne e' convinto il senatore Calogero Mannino (Udc). Nel nuovo esecutivo di Lombardo l'Udc restera' ancora una volta fuori. "Sono profondamente m
eravigliato quando guardo tutti questi nomi, mi viene da ridere -dice Mannino- non capisco quello che sta facendo Lombardo. E' partito in un modo e sta arrivando in un altro modo. Ha fondato un movimento autonomista e in tutti questi anni non ha mai fatto una sola contestazione a Berlusconi. Ancora la settimana scorsa ha detto che lo appoggera' in aula mentre in Sicilia fa una maggioranza con il Pd. Mi chiedo poi con quale dei tre Pd? Insomma, Lombardo non fa un'operazione politica ma un'operazione nella quale non compone una maggioranza politicamente attendibile. Ecco perche' non fara' una lunga strada".
| < Prec. | Succ. > |
|---|



