9,30 - Battesimo del «terzo polo» oggi in Sicilia. L’Udc, o almeno l’ala (minoritaria nell’Isola) fedele alla linea di Casini, entra nella giunta regionale con Pd e
finiani. Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo (Mpa) presenterà oggi il suo quarto rimpasto in due anni e mezzo. Un rimpasto che è un vero e proprio ribaltone. Fuori il Pdl, grazie al quale nell’aprile del 2008 Lombardo è stato eletto con il 64% di consensi; dentro il Pd, con i tecnici che già erano nel Lombardo ter e qualche aggiunta; dentro anche l’Api di Francesco Rutelli e i finiani del Fli. Et voilà, il ribaltone è servito.
Oggi Raffaele Lombardo, se manterrà l'impegno, annuncia il suo quarto governo in due anni, appoggiato questa volta da Pd, Mpa, mezzo Udc, Api e finiani. Questo pomeriggio infatti il Governatore dovrebbe annunciare in Aula la nuova squadra di Governo. Ma il Pd mostra ancora delle perplessità ed ha voluto rinviare ogni decisione a venerdì di questa settimana, in occasione della direzione regionale di partito. Nel pomeriggio di ieri intanto, il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Miccichè insieme con Michele Cimino e Titti Bufardeci, hanno incontrato la stampa per rendere note alcune considerazioni sul Governo Lombardo.
Nel corso della conferenza stampa il sottosegretario Miccichè ha criticato l’operato di Lombardo. Considera una iattura il governo tecnico e fa appello al Pd perchè chieda a Lombardo assessori politici e non tecnici.
INDISCREZIONI. Ecco le ultime indiscrezioni secondo Live Sicilia: "Restano i tecnici Gaetano Armao (che dovrebbe passare dai Beni culturali al Bilancio), Caterina Chinnici e Massimo Russo. Restano anche i tre tecnici di area Pd: Pier Carmelo Russo (vicino ad Antonello Cracolici, ma, secondo rumors, prossimo a un cambio di assessorato), Marco Venturi (espressione di Beppe Lumia) e Mario Centorrino (gradito a Francantonio Genovese e alla sua corrente Innovazioni). Al Pd dovrebbe spettare solo un altro assessore. Ed è aperta una corsa tra le varie anime del partito per accaparrarselo. Innovazioni punta, come anticipato da Livesicilia, sul giuslavorista palermitano Agostino Equizzi, dato per favorito. Un altro nome è quello dell’economista palermitano Salvo Cincimino, che col segretario Giuseppe Lupo condivide l’appartenenza all’Opus Dei. Ma sarebbe attivissimo nelle ultime ore anche il tandem Mirello Crisafulli-Angelo Capodiscasa, per ottenere un posto per un’anima del partito fin qui rimasta fuori dai giochi. In quel caso, il candidato numero uno è l’ex parlamentare Franco Piro, navigatissimo conoscitore dei bilanci regionali.
Dal Pd oggi sarebbero arrivati al governatore segnali di stop all’ingresso in giunta di Nino Strano, non considerato tecnico, e poco gradito ai democratici per la non dimenticata vicenda della mortadella mangiata in Parlamento. Il catanese, però, è forte della blindatura di Gianfranco Fini e dovrebbe restare al suo posto, occupando l’ottava casella. La nona andrebbe a un altro uomo espressione del nascituro gruppo Futuro e libertà, cioè il giovane Gianmaria Sparma, che andrà all’Agricoltura. Il decimo posto a tavola è stato assicurato all’Api. Ma il nome di Egidio Ortisi, candidato del partito di Rutelli, ha scatenato, come per Strano, molti mal di pancia. Ortisi, ex Ppi, è infati un politico “puro” per quanto fuori dal Parlamento, e un suo ingresso in giunta alimenterebbe gli appetiti di altri politici di carriera attualmente appiedati. I rutelliani restano però fermi sul suo nome. In subordine, il piano B contempla in giunta Uccio Messineo, docente di Economa all’Università de L’Aquila.
La casella numero undici spetta all’Udc, che si appresta a formalizzare la scissione tra i cuffariani di Saverio Romano, migrati alla corte del Cavaliere con la promessa, secondo i quotidiani nazionali, di un posticino da sottosegretario o addirittura da ministro, e i casiniani di rito ortodosso, guidati da Gianpiero D’Alia. Il nome è quello di Andrea Piraino, professore universitario palermitano, già segretario dell’Anci, già centrista, trasmigrato al Pd al seguito di Marco Follini, ma ormai in uscita dal partito di Bersani.
Resta il dodicesimo e ultimo posto. Che sembra cosa fatta per Antonio Scavone, manager dell’Asl di Catania espressione diretta di Raffaele Lombardo.




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