È cominciato alle 11:30, negli uffici del tribunale di Agrigento, l'interrogatorio dei sei militari della guardia di finanza che lo scorso 12 settembre erano a bordo della motovedetta libica che mitragliò il peschereccio Ariete della flotta di Mazara del Vallo.
I finanzieri sono riusciti ad aggirare i cronisti, che li attendevano davanti al Palazzo di Giustizia, e ad entrare in Procura da un ingresso
secondario. Al momento vengono ascoltati, come persone informate sui fatti, dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale, dall'aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Luca Sciarretta, che si stanno occupando del fascicolo d'inchiesta.
La Procura di Agrigento ha ipotizzato i reati di tentato omicidio plurimo aggravato e di danneggiamento d'imbarcazione. I militari della guardia di finanza, che si trovavano come "osservatori" sulla motovedetta, in base agli accordi Italia-Libia, dovranno ricostruire le fasi dell'assalto contro l'Ariete, raggiunto da una cinquantina di colpi di mitraglia.




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