I parlamentari del Pdl Sicilia, Giulia Adamo, Alessandro Arico', Carmelo Currenti, Luigi Gentile, Giovanni Greco, Livio Marrocco e Carmelo Incardona,
appoggeranno il Lombardo quater. Una decisione che di fatto segna la rottura con il sottosegretario Gianfranco Micciche', capo dei 'ribelli' del partito, che nei giorni scorsi ha preso le distanze dall'ormai ex alleato, Raffaele Lombardo, criticando aspramente la sua scelta di dar vita a un Esecutivo formato solo da tecnici. In un documento
firmato dai sette deputati siciliani, infatti, viene spiegato che alla base del "sostegno tecnico" alla nuova giunta c'e' il desiderio di voler "proseguire nel solco scelto dagli elettori siciliani che hanno voluto premiare, nel 2008 con il loro voto, il programma elettorale del presidente Lombardo" e di voler "fornire il proprio apporto all'azione del Governo per il rilancio dell'economia, dell'occupazione, del territorio e della tante tematiche per le quali la Sicilia ed i siciliani attendono risoluzioni". In particolare per i parlamentari del Pdl Sicilia alcune tematiche dovranno essere "prioritarie" nell'azione del neo Esecutivo regionale. Innanzitutto la delegificazione e semplificazione amministrativa per "consentire la nascita e lo sviluppo di nuove attivita' imprenditoriali e di nuove imprese"; le agevolazioni tributarie, con conseguente riduzione del carico fiscale per le aziende; quelle per le famiglie, attraverso lo strumento del quoziente familiare.
E ancora l'inserimento della Sicilia nel piano di accordi con la Libia, "in modo che le aziende produttive e le marinerie siciliane possano partecipare all'ingente programma economico che il Governo italiano e quello libico hanno concordato"; l'istituzione, in Sicilia, di un tavolo consultivo permanente, rivolto a tutti Paesi mediterranei, al fine di creare norme, condivise da tutti gli Stati per la tutela del Mediterraneo dal punto di vista ecologico e ambientale e per la regolamentazione del diritto alla pesca. Sul fronte delle societa' a partecipazione regionale i parlamentari chiedono l'azzeramento dei consigli di amministrazione di quelle aziende i cui costi di gestione superino "livelli di accettabilita' da stabilire con rigidi criteri di amministrazione". Tra le priorita' c'e' anche "una forte azione del Governo regionale presso il Parlamento nazionale affinche' si giunga ad una rapida approvazione della legge voto, gia' approvata lo scorso aprile dall'Assemblea Regionale Siciliana, che modifichi i criteri di gestione del Fondo Unico dei proventi dei beni confiscati alla criminalita'"; lo sviluppo delle infrastrutture siciliane. Infine la necessita' di "sorvegliare attentamente l'iter del provvedimento sul federalismo fiscale, "per evitare che la Sicilia sia penalizzata da questo processo a livello nazionale e per sfruttare a pieno le potenzialita' e le prerogative dello Statuto autonomistico sulla materia"; e l'emergenza rifiuti, che "affligge la maggioranza degli enti locali e delle comunita' siciliane".




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