"In un'Italia strozzata dalla crisi economica e dalla disoccupazione, moltissimi giovani – specialmente meridionali – scelgono la carriera militare per crearsi un futuro e costruirsi una qualche sicurezza. Dal momento che non si trova un lavoro decente, si va a sparare in giro per il mondo con la concreta possibilità di tornare a casa in una bara avvolta nel tricolore
in mezzo alla retorica con cui la guerra viene contrabbandata dai governi come un modo per costruire la pace".
La polemica nasce dal progetto formativo“Allenati per la vita” che dovrebbe partire nei licei della Lombardia: lezioni di tiro con la
pistola, percorsi ginnico-militari, divisione degli studenti in pattuglie per superare prove di resistenza e combattimento.
"Praticamente, i balilla del regime fascista. Con questa militarizzazione di massa - obiettano dal Comitato per la pace - si vogliono addestrare i giovani di oggi a diventare le future macchine di morte per i padroni di domani. Evidentemente, la distruzione della scuola pubblica passa anche attraverso queste disgustose operazioni. Prima che questo progetto venga adottato in altre regioni, è necessario boicottarlo: facciamo appello agli studenti e agli insegnanti della Lombardia e di tutta Italia affinché disertino questo arruolamento collettivo, perché chi rifiuta la guerra ha fatto un primo passo per farla scomparire per sempre".




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