Scusate per la triplice assenza, ma motivi di lavoro m'hanno tenuto lontano... non dal PC ma dal mio passatempo quotidiano: scrivere queste righe e condividerle via mail e sul blog con voi che mi leggete.
 Oggi vorrei lasciarmi andare ad un pensiero: perche' i bambini di sei anni di oggi sono uguali a quelli che frequentavo io trent'anni fa? Perche' nonostante la Wii, la PlayStation, il Nintendo DS alcuni loro aspetti sono ancora identici? Perche' ci son cose che si chiedono alla mamma e al papa'? ...
...perche' continuano a chiedere: "Mamma perche' l'aereo ha solo due entrate?" oppure "mamma perche' i finestrini dell'aereo son cosi' piccoli?" oppure "Mamma perche' il treno non parte? Gli si sono scaricate le pile?" ...
Beh, avete capito a cosa alludo. C'e' un'eta' in cui sembra che gli oggetti abbiano dei punti interrogativi stampati sopra. Noi adulti non li notiamo o non ci interessiamo di sapere, o piu' ragionevolmente a volte ci vergogniamo con noi stessi di chiedere, mentre loro no! Sono li' con la loro innocenza a chiedere continuamente, con quella voglia di sapere, con quella curiosita' disarmante. Bella, profonda e antropologicamente interessante... ...per chi l'analizza dall'esterno. Non certo per un genitore che si vede sotto interrogatorio e al 50% di quelle domande non sa che rispondere. Ignoranza certo! Ma anche mancanza di propria curiosita' scientifica e didattica. L'abbiamo messa in un cassetto del nostro cervello per preferire il rincoglionimento televisivo o radiofonico. Eh si', invidio coloro che ancora sfogliano il vocabolario per studiare un termine nuovo. Non quando questo e' un neologismo ma per studiare il significato delle "parole", la loro "semiotica". Son belle queste persone, son belle dentro, son giovani dentro, son bambini dentro.
Noi, o forse e' meglio dire io per non offendere nessuno, ci limitiamo a ricordare aspetti meno interrogativi della nostra infanzia: le prime cadute in bici, le scazzottate con gli amici o le bambole impiccate dalle amichette. Ci restano queste cose impresse nella mente, non le curiosita' germogliate e coltivate nel nostro mondo. Piccolo mondo antico penso a volte, anche se non e' vero: Piero Angela dice in un'intervista di sentirsi fortunato perche' ha conosciuto il mondo non tecnologico. Quello vero! Quello dove non tutto era esplorato, quello dove i paesi erano diversi sotto tutti gli aspetti e, non si parla di Stati ma anche dei semplici paesini: immaginiamo quanto erano diversi un paesino dell'entroterra siciliano da uno piemontese, quanto erano diverse le lingue (non i dialetti) dei loro abitanti, quanto erano diverse le cose che mangiavano. Perche'?
Perche' non c'era la globalizzazione: tutto uguale, tutto omologato.
Ma questi son discorsi troppo alti per colui che scrive, decido quindi di lasciarvi con un solo interrogativo:
...perche' Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, si vuole candidare alle prossime elezioni?
Eh, non v'aspettavate questa mia domanda! Pensavate ad un tono lieve di chiusura, ma c'e' vento e la porta sbatte e fa rumore! Questa novita' forse la dico in anteprima "mondiale" perche' Lo Bello e' seduto dietro di me in aereo mentre scrivo e torno a casa dalla mia dolce mogliettina.
Buona notte per me, Buona giornata per voi che leggete




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