''I sottoscritti - si legge nel documento - chiedono alla S.V. di voler intraprendere un'indagine conoscitiva per accertare l'identita' della persona uccisa nel cortile dell'avvocato Di Maria di Castelvetrano, la notte tra il 4 e il 5 luglio 1950, rispondente al nome di Salvatore Giuliano, autore di stragi e omicidi, commessi in Sicilia negli anni che vanno dal 2 settembre 1943 e fino alla data del luglio 1950''.
''Gli scriventi - prosegue l'istanza - ritengono che vi sono fondati motivi per ritenere che il cadavere ritratto nel suddetto cortile e nell'obitorio del cimitero di Castelvetrano non siano la medesima persona ritratta in decine di fotografie e in un filmato del dicembre del 1949 come il bandito Salvatore Giuliano''.
Per oltre dieci anni i due studiosi hanno fatto ricerche e comparazioni, servendosi anche dei filmati e delle foto che ritraevano il 'colonnello' dell'Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia quando era ancora in vita. E poi ci sono i rapporti dei carabinieri redatti al tempo e le risultanze di indagini compiute anche attraverso alcuni archivi stranieri, oltre all'analisi fatta da Alberto Bellocco, medico legale, dalla quale emerge che l'uomo riverso a terra nel cortile a Castelvetrano e il corpo portato in obitorio non sono la stessa persona.


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