I contorni dell'operazione «Golden Award» condotta dalla Finanza si vanno delineando. La magistratura pone al vertice dell'organizzazione, dedita all'usura, alla truffe ed alle estorsioni. Sono stati interrogati
i quattro gioiellieri Francesco, Vito e Michele Alberti, i primi due fratelli, il terzo figlio di Vito, Marcello Tumminia e Cristoforo "Nuccio" Cammareri, accusati anche di riciclaggio e ricettazione. Sono emersi anche alcuni retroscena delle indagini. I gioiellieri finiti sotto inchiesta credevano che si trattasse di una semplice verifica fiscale. Decine gli usurati.Se Tumminia ed i fratelli Alberti erano quelli che esercitavano l'usura, Cammareri avrebbe svolto l'attività di venditore di ori e preziosi provenienti da furti. Michele Alberti invece avrebbe avuto il ruolo di «esattore», oltre che anche lui di «ricettatore». Salvatore Messina avrebbe fatto invece da «fornitore» e «ricettatore».
Gli episodi di usura scoperti hanno svelato l'applicazione di percentuali del 220 per cento, e poi ancora dell'88, 60, 36, 28 per cento.
Ci sono poi le truffe messe a segno nei confronti di grandi grossisti e società specializzate nel commercio di oggetti preziosi.


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