Su una nave da crociera degli anni Trenta c’è una compagnia di comici di Rivista che ogni pomeriggio prova numeri nuovi da proporre la sera ai croceristi. Due coppie e un tecnicoamministratore formano il gruppo guidato da un uomo che gli altri chiamano il Conte: forse ha un passato aristocratico (i suoi modi lo farebbero supporre) ma se lo ha, è certamente un passato decaduto (la sua tendenza a flosofeggiare lo dimostra).
Noi incontriamo i comici mentre provano i loro numeri, ma presto veniamo a scoprire di più della loro vita. In realtà, le due coppie sono legate anche da un incastro di segreti: in passato i ruoli si sono incrociati e ognuno dei due uomini ha consumato una passione con la moglie dell’altro. Forse si amano ancora
così, intersecando la loro realtà con le loro aspirazioni e i loro destini. Forse no. Di certo il Conte si diverte a chiosare realtà, aspirazioni e destini. Il tutto tra una prova e l’altra, tra una canzone e l’altra, tra un pezzo musicale e l’altro, nel vitale
ripetersi della loro vanità comica. Fino al colpo di scena fnale, quando i tradimenti intrecciati saranno rivelati e la realtà apparirà troppo pesante per essere trasformata in fantasia flosofca, com’è abitudine del Conte.
Questa è la storia del nostro spettacolo, che non è una parodia di Pirandello (anche se i comici di Rivista, le canzonette popolari e gli sketch sono quanto di meno gli è familiare); al contrario è un omaggio estremo a Pirandello, perché infla una sua trama (quella di Non si sa come, appunto) in un contesto sociale che gli è lontanissimo, quello della comicità popolare. Con l’obiettivo di
dimostrare che le tematiche pirandelliane resistono anche oltre i propri confni drammaturgici, storici e sociali.
A dar corpo a questo omaggio-miracolo, nessun attore poteva essere più adatto di Sebastiano Lo Monaco che all’adeguamento all’oggi di Pirandello ha dedicato tanti dei suoi spettacoli di grande successo. Stavolta, Sebastiano Lo Monaco si
mette alla prova in un altro modo: cantando, ballando, recitando il repertorio dei comici, pur nel pieno e sostanziale rispetto dello spirito, anzi della flosofa di Pirandello. E, a dar corpo a questo omaggio-miracolo, nessun autore poteva essere più adatto di Nicola Fano che alla comicità popolare italiana ha
dedicato alcuni dei suoi saggi critici più importanti nonché alcuni dei suoi copioni più divertenti e apprezzati. Proprio per ciò, Non si sa come sarà un incontro fecondo fra due tradizioni e due sensibilità diverse che, nel gusto di quest’esperimento, troveranno una modernissima mediazione scenica.


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