Gruppo “Quelli di Santa Veneranda”
STELLA D’ORIENTE
Progetto artistico, drammaturgia e regia di Giovanni Isgrò
Chiesa di Santa Veneranda – 23 dicembre 2010 ore 19.00
Il progetto, che ha come riferimento fondante l’ideazione del presepe di Greccio del 1223 da parte di San Francesco d’Assisi, è una originale sintesi delle forme espressive più significative collegate al tema della Natività dal Medioevo ad oggi, con particolare riferimento alla cultura siciliana del Natale. In questo senso è da intendersi come cerimonia devozionale, in buona parte in forma paraliturgica, nella quale dominante sarà l’idea della comunità raccolta a celebrare la bellezza dell’evento attualizzato dal bisogno della società di oggi.
Lo spettacolo avrà inizio con un’azione rituale che segnerà lo spazio “sacro”, intanto che una musica fuori campo diffonderà il canto gregoriano del Puer natus. Sarà questo l’avvio di una serie di figurazioni edificanti di notevole suggestione visiva: dall’Annunciazione all’apparizione dei simboli celesti, in particolare della stella in movimento verso la grotta, alla citazione del dramma liturgico di officina scrittoria palermitana del sec.XII (oggi presso la Biblioteca Nazionale di Madrid) rappresentato in presenza di re Ruggero II al percorso del “pastore silente” interrotto dalle guardie romane alla ricerca del Bambinello (quem queritis). In questa prima parte sono previsti spettacolari inserimenti in lingua siciliana collegati alla tradizione popolare dell’annuncio del Natale. L’azione proseguirà con la sequenza dell’adorazione dei pastori e, successivamente, con l’evento tragico della strage degli innocenti seguito dall’originalissimo monologo della “madre pazza”. Dalla tragedia della strage emergerà quindi la sequenza festosa del rito dell’Episcopello di origine medievale, praticato in Sicilia fino al Settecento. La teatralizzazione evolverà, quindi, verso la bella immagine dell’adorazione dei Magi. Lo spettacolo si concluderà con l’irruzione del gigantesco telo della pace sorretto da pastori e diaconesse nel clima della gioia collettiva. Il progetto, che è caratterizzato da una ricercata combinazione fra elementi colti ed elementi popolari, risulta particolarmente suggestivo sul piano spettacolare e, al tempo stesso, fortemente didascalico sul piano formativo-educativo. Da questo punto di vista la proposta assume significati e valori molteplici pur nel contesto di una “festa” lieta e devota che non prescinde dalle tradizioni e dall’identità del nostro territorio.


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