L'assessore regionale alla sanità Massimo Russo è arrivato ieri in città per ricordare quello che dovrebbe essere chiaro a tutti già da tempo e cioè che non ci sono più, come una volta, risorse illimitate o quasi, ma anzi strettissimi paletti entro cui mantenere la spesa. «Se andassimo oltre questi limiti - ha detto l'assessore Russo ai primari coi quali ha tenuto il suo primo incontro - ci toccherebbe ripianare attingendo alle casse regionali, e siccome si tratta di casse esangui affonderemmo».
A Siracusa l'assessore Russo è venuto assieme ai suoi più stretti collaboratori dell'assessorato a presentare, nell'ambito delle "Giornate della Salute", gli strumenti che hanno cominciato a cambiare e continueranno a cambiare nei prossimi anni la sanità in Sicilia. «Un processo - ha sottolineato Russo - che qui realizziamo con venti anni di ritardo rispetto alle regioni più avanzate».
Che la vecchia sanità non funzionasse lo si può dimostrare citando un solo dato: i 70 milioni di euro che ci è costata la mobilità ospedaliera, cioè i pazienti di questa provincia che hanno scelto di andarsi a curare altrove. «E allora – ha detto Russo - a che servono le polemiche sui posti letto. In questa provincia abbiamo cinque ospedali e il 30 per cento di pazienti che vanno a curarsi altrove. E allora bisogna razionalizzare, evitare gli sprechi e impiegare le risorse per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie».
Ma bisogna anche puntare al massimo sulle migliori professionalità, in una parola sul merito.
L'assessore Russo ha fatto il punto sulle strutture ospedaliere della provincia. Ha confermato che per l'ospedale di Siracusa si attingerà al fondo statale di 840 milioni di euro e che tra un paio di settimane al massimo dopo il pronunciamento della commissione, sarà passata al Ministero la richiesta del necessario finanziamento. «Nella speranza – ha detto - che Tremonti non privi la Sicilia di queste risorse perché mi è giunta voce che si sta impedendo di funzionare ai nuclei di valutazione dei progetti. Spero che non sia così e che il ministro siciliano ci dia una mano». Russo ha annunciato che l'ospedale di Lentini sarà aperto entro giugno del 2011 visto che non ci sono più ostacoli al completamento dei lavori.
Infine l'ospedale Avola-Noto, che possiamo definirlo la nota dolente del momento viste le polemiche di queste settimane. Polemiche che ieri il sindaco Valvo non ha mancato di rinfocolare nel corso dell'incontro pomeridiano. Russo ha chiarito: «Quei due ospedali distanti appena sette chilometri uno dall'altro sono una espressione della cattiva politica di una volta». Inevitabile, insomma, accorpare tutti i reparti in un solo ospedale per trasformare l'altro in pta. Il compito della scelta è stato affidato a una commissione composta da tre tecnici dell'Agenas affiancati da un tecnico del comune di Noto e uno del comune di Avola. La commissione si riunirà giorno 22 a Roma e sarà in Sicilia tra Natale e Capodanno. La decisione è attesa entro la fine di gennaio. «La commissione - ha detto Russo - è stata invitata a incontrare in Prefettura i sindaci della zona sud».
Ad introdurre l'incontro con gli operatori sanitari è stato il direttore generale dell'Asp Franco Maniscalco il quale ha ribadito il principio della riorganizzazione della sanità: creare una rete di strutture sul territorio che sappia dare risposte veloci ed efficaci ai problemi di salute dei cittadini in modo che si ricorra al ricovero negli ospedali solo nei casi in cui ci sia una reale necessità. «I presidi territoriali di assistenza, le unità di lungodegenza e di riabilitazione – ha detto Maniscalco - sono la risposta a queste esigenze».


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