In riferimento all’articolo comparso sul Giornale di Sicilia “Le scolaresche disertano l’incontro con il pentito”, a firma di Umberto Lucentini, mi preme sottolineare quanto segue:
• innanzi tutto tengo a ribadire che il termine “pentito” è bene usarlo solo per figure nobili, come quelle, tracciate dal Manzoni, dell’Innominato e di fra’ Cristoforo;
• “educare” significa condurre qualcuno verso qualcosa, cosa che può fare solo chi è qualificato a farlo;
• nessuno mi ha fatto richiesta di essere autorizzato a partecipare all’incontro, ne è vero che ilSindaco mi abbia interpellato;• il presidente dell’Associazione antiraket era stato da me informato circa le mie intenzioni, per cui poteva comportarsi di conseguenza;
• da circa trent’anni svolgo attività per la formazione di una coscienza civile e democratica,ospitando nelle mie scuole tutti i campioni antimafia, tra cui Falcone e Borsellino;
• l’ottimo giornalista Umberto Lucentini non dimostra nel suo articolo la professionalità e l’onestà intellettuale di sempre.
Francesco Fiordaliso
N.B. Allego, a ogni buon fine, il comunicato stampa sull’incontro con Calcara. Penso che Calcara sia una personaggio che ha niente da insegnare ai nostri giovani! A prescindere dal giudizio di tanti magistrati che lo hanno considerato inattendibile, vi sono tutti gli elementi di giudizio per chi conosce la realtà di Castelvetrano e ha vissuto da protagonista gli avvenimenti del tempo per ritenere che tale presunto dottore in criminologia e malaffare, specializzato in mafia, abbia tutte le caratteristiche per essere sospettato di essere un mistificatore, che vuole trarre dalla sua esperienza criminale profitti e vantaggi personali, costruendo un castello di bugie e carpendo la buona fede dei familiari e degli amici di Paolo Borsellino. Se fosse veramente pentito se ne starebbe in una cella (non importa se di un penitenziario o di un convento) a pregare ed espiare i suoi peccati. Invece scrive (o meglio scrivono per lui semianalfabeta) e va in giro a rilasciare interviste per trarne guadagni. Penso che Calcara, come tutti i delinquenti, non sia un buon maestro per i nostri giovani, che meritano di incontrare coloro che i mafiosi li arrestano e li condannano e che hanno bisogno di altri simboli e figure per crescere. Per questo ho rifiutato, dopo essermi consultato con i miei collaboratori, di consentire che i miei studenti dei licei classico, scientifico e pedagogico di Castelvetrano partecipassero all’incontro con lui, rammaricato che qualcuno abbia pensato di organizzarlo, speculando sul nome di un Grande Magistrato.Francesco Fiordaliso
(Dirigente Scolastico)



Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Technorati
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo
Ziczac