Non ho un figlio di 16 anni, non per la mia eta' anagrafica, quella me lo permetterebbe ma gli studi e la vita hanno posticipato tutto. Ma se avessi un figlio di 16 anni, oggi, mi troverei in difficolta' nel spiegargli cosa gli accade attorno.
A sedici anni guardavo la maggiore eta' come un traguardo, una meta' da raggiungere, anche per votare, per esprimere la mia preferenza su una scheda elettorale. Vagavano nella mia mente da adolescente tanti pensieri ose' ma anche le prime idee politiche, stava per tramontare la cosiddetta prima repubblica. Ancora non era arrivata tangentopoli, Di Pietro non lo si conosceva ma attorno a me si parlava di insoddisfazione per la eterna presenza della Democrazia Cristiana. Era l'anno della Rete di Leoluca Orlando, dell'MSI di Fini e del PCI di Occhetto oltre che la democrazia cristiana e il PSI di Bettino Craxi.
Sicuramente errando, ma tra i miei coetanei quando si parlava di politica si catalogavano gli onorevoli in buoni e cattivi. I buoni erano tutti tranne i democristiani e i socialisti, c'era l'idea che rubavano entrambi e che non stavano facendo nulla per noi giovani. Idee fumose, sentite qua e la' e forse ripetute a pappagallo. Gli altri: comunisti e fascisti erano i buoni, o forse semplicemente i meno "sporchi" dal potere. Semplificando i concetti, comunista era un anagramma di operaio, fascista di imprenditore o libero professionista. Quindi da li', dai nostri sogni si dipanavano i nostri discorsi politici, cosa volevi fare da grande? Cosa si prospettava per te? Non sono figlio degli anni di lotta e scontri di piazza, sono arrivato dieci anni dopo il terrorismo rosso e nero. Quello era un ricordo vago. La fine degli anni ottanta e i primi anni novanta si aprivano con idee confuse, meno nette. A dirlo oggi vien da ridere, ma mio zio mi ripeteva spesso "quando avevo diciotto anni io..."
Oggi invece, ci sono solo due schieramenti monoteisti: i Berlusconiani e gli anti-Berlusconiani. Sono tramontate le idee politiche di base, sono sfumati tutti i concetti che stavano dietro ai partiti. Una volta il nome stesso del partito ne era gia' una sua sintesi. Ora il nome del partito e' uno slogan: "Forza", "Movimento", "Alleanza"...
Come al monopoli ripassando per il via, mi ripropongo la domanda: come spiegherei ad un figlio di 16 anni quel che e' la politica?
Sicuramente potrei prendere esempi dai paesi esteri: Obama, la Merkele, Sarkozy, ... Ma qui in Italia? Come spiego ad un giovane di 16 anni che il capo del governo ha l'eta' di un suo trisavolo? Come spiego che le uniche persone in parlamento con meno di trent'anni forse son li' grazie a meriti extra...? Che non si diventa ministri della repubblica per specchiata competenza e bravura.
Forse la foto migliore dell'Italia la si legge sulla stampa estera, qui sui nostri quotidiani si parla solo di mignottocrazia. Mentre in TV, qualcuno parla di questo e gli altri parlano d'altro... per distrarre gli animi.
Figlio mio, la costituzione italiana dice che "questo e' un paese fondato sul lavoro". Una costituzione che somiglia molto ad un pacco di Kleenex, i cui usi sappiamo tutti. Il lavoro e' una chimera per pochi fortunati, tuo padre e tua madre credevano nel traguardo del posto fisso. Dove fisso non voleva dire "fesso" in dialetto ma, sicuro, a tempo indeterminato e su cui contare. I tuoi genitori potevano costruire la loro vita attorno al lavoro, non sul lavoro ma confidando su di esso.
Vedi cosa sta accadendo in Tunisia e in Egitto... Non fermarti a quel che ti dice la TV (che come t'ho detto prima, si occupa della "mignottocrazia" presidenziale), vai su internet, su YouTube, sui siti di informazione internazionale come la BBC, la CNN e Al Jazeera. Leggi li' le notizie, sarai come il protagonista di "notizie dal cielo", te lo ricordi? Il telefilm in cui il protagonista ogni mattina veniva svegliato da un gatto che gli portava il quotidiano del giorno dopo. E lui si armava per evitare che quelle notizie accadessero... Beh, lo stesso accadra' a te, quelle che leggerai non saranno le notizie ed il racconto dei fatti di domani o dopodomani. Per vederli dovrai aspettare una decina d'anni, forse gia' nel 2o2o l'Italia sara' come l'Egitto. Basta un conto: il presidente egiziano Mubarak ha 82 anni, Berlusconi 74 anni.
Purtroppo figlio mio, quel che succede al Cairo sta gia' accadendo in Italia, anche qui c'e' una classe politica corrotta e di regime, una distanza abissale tra i Palazzi e la strada, uno scollamento tra il vero ed il raccontato. Quanti di quei che siedono in parlamento sanno cosa vuol dire lavorare per 500 / 600 euro al mese. Nessuno! Ma attorno a te tanti vivono con quei soldi, e sopravvivono solo perche' han genitori che li aiutano, han genitori che dan loro parte della loro pensione ai figli.
E' solo qui la differenza: noi non soffriamo "ancora" di fame. La disoccupazione e' ai massimi storici, al 21%, quella giovanile che ti riguarda e' ben piu' alta al 25%, ma non e' ancora al giro di boa. Quel giro di boa che portera' donne e uomini in piazza, sotto i palazzi dei nostri governatori a chiedere il pane. Come ho detto manca poco...
E' tutto questo e' colpa nostra, e' colpa mia, il vuoto politico creato e' nato con noi, con i tuoi genitori. Abbiamo mandato a casa Andreotti, Fanfani, Craxi (padre), Spadolini, De Michelis, Occhetto, ed altri pensando che fossero il marcio, pensando che un vento di rinnovamento non avrebbe che fatto bene al paese. Ci siamo sbagliati, e sbagliati di grosso, son qui a dire tra i denti: era meglio Andreotti, era meglio la prima repubblica ma l'abbiamo mandata in pensione... ...e ti chiedo scusa figlio mio.


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