Il saggio storico del presidente dei Negozianti per celebrare i 150 anni di fondazione del sodalizio
Il circolo dei Negozianti di Ferrara avrà tra pochi giorni 150 anni. Sorge naturale accostare questo storico anniversario con quello "coetaneo" dell'Unità d'Italia. Una istituzione ferrarese nata sotto gli auspici e le speranze risorgimentali e che è proseguita nei decenni diventando un punto di riferimento dell'attività associativa cittadina. IL LIBRO.E' uscito solo ieri - e odora ancora di stampa fresca - il libro di Giuseppe Inzerillo Un Palazzo, un Circolo e una lunga storia ferrarese - Dai Magnanini ai Roverella, sino a Federico Zamorani e oltre (edizione Liberty House). Un omaggio a questo secolo e mezzo di storia nel quale il presidente del circolo, attingendo con dovizia di particolari dall'archivio dei Negozianti e dalla biblioteca Ariostea, descrive e illustra anche con fotografie e documenti d'epoca le stagioni del sodalizio dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Una carrellata vivace e interessantissima di nomi, personaggi e situazioni che si intrecciano con la cultura e le trasformazioni della società ferrarese in questo significativo lasso di tempo, senza tralasciare la genesi della storica sede di palazzo Roverella, che terrà a battesimo la presentazione del libro il prossimo 26 febbraio, giorno esatto del 150º anniversario. IL CIRCOLO. In principio, leggendo le cronache di Inzerillo, era un Casino, nel senso buono del termine. Il circolo si chiamava proprio in quel modo, prendendo spunto dai Casini di conversazione che avevano fatto la loro prima apparizione nel secolo dei Lumi. I soci erano esponenti della borghesia del commercio e delle professioni. «Aspiravano - scrive Inzerillo - ad un ordine sociale adeguato ai tempi nuovi e nutrivano l'orgoglio di realizzare finalmente un'identità politica nazionale». La prima sede del circolo dal 1861 al 1869 fu allestita all'interno della locanda "Tre Mori" in via Boccaleone. Poi il trasferimento nello storico palazzo di corso Giovecca. C'è anche un'analisi sulla crisi dell'associazionismo dei giorni nostri e un invito ad invertire la rotta, perché ciò «può costituire per uomini di buona volontà e di tenace concetto un esercizio di ottimismo della volontà ». Altrimenti - ammonisce l'autore, citando Christopher Marlowe nell'Ebreo di Malta - si corre il rischio che dopo 150 il circolo dei Negozianti non sia né giovane né vecchio, dormiente. I PRESIDENTI. Il primo presidente del circolo fu Cesare Monti, ne seguirono altri dieci fino alla seconda guerra mondiale, espressione delle famiglie più in vita della città : da Gulinelli a Massari, da Spisani a Zamorani. Nel dopoguerra i presidenti sono stati Pio Barbieri (dal 1946), Achille Bonora (1949), Franco Calzolari (1959), ancora Achille Bonora (1967), Homs Tubi (1969), Bruno Zucchini (1977), Giordano Hanau (1984), Ferruccio Ferioli (1988), Beppino Bonazzi (1990), Bruno Saletti (2005), Italo Antinori (2006), Giuseppe Inzerillo (2009). IL PALAZZO. Parlando del circolo dei Negozianti, diventa inevitabile citare palazzo Magnanini-Roverella, storica sede del sodalizio dal 1869, otto anni dopo la sua fondazione. Nel volume di Inzerillo ci sono due capitoli dedicati a questo palazzo (1508) attribuito al genio di Biagio Rossetti con la sua genesi e i vari e complicati passaggi di proprietà in poco più di cinque secoli di vita. E qui si scoprono vicende curiose di storie che hanno avuto come teatro le splendide sale interne del palazzo, il salone d'onore, il bel cortile interno con il pozzo veneziano. C'è anche il testamento di Federico Zamorani, morto nel 1932, che lasciò in regalo alla società circolo dei Negozianti, palazzo Roverella «con proibizione perpetua di cederlo a chicchessia», in cambio di un busto e di una lapide a ricordo. Un capitolo è dedicato anche ad una breve antologia sul palazzo con scritti tra gli altri di Carlo Bassi, Ella Noyes, Giuseppe Agnelli, Pietro Niccolini, Bruno Zevi, Lucio Scardino, Gaetano Tumiati, Giorgio Padovani, Gualtiero Medri. L'AUTORE. Giuseppe Inzerillo a Ferrara non ha bisogno di tante presentazioni. E' stato per oltre tre decenni al vertice provinciale della scuola e successivamente ha ricoperto anche l'incarico di sovrintendente scolastico dell'Emilia Romagna. Nativo di Mazara del Vallo, ha ereditato la verve siciliana della scrittura e del racconto con una spiccata passione per la storia. Quella storia che serve a confrontarci con il presente. Ha scritto vari saggi, dai temi dell'istruzione, della storia e anche della gastronomia. Questo ultimo libro conferma la bontà dello scrivere dotto, la passione per la ricerca e il desiderio di tramandare ai posteri, con aneddoti e curiosità , una bella storia ferrarese. E la lettura diventa un vero piacere.Gian Piero Zerbini


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