"Se il percorso del decreto Romani sulle fonti di energia rinnovabili dovesse andare avanti, il leader di Forza del Sud e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché sarebbe anche «pronto a far cadere il governo». Lo afferma in un'intervista al Clandestinoweb, riportata nel suo blog, nella quale ribadisce le sue critiche al provvedimento varato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. «Sono convinto», dice Micciché, «che Romani e la
Santanché siano in buona fede, ma stavolta hanno preso davvero una cantonata. Non si rendono conto del danno che riesce a creare un decreto del genere. Si tratta di conseguenze colossali: una recente analisi dice che lo Stato perderà cifre enormi di tasse, verranno buttati all'aria tantissimi investimenti, per non parlare dei posti di lavoro che verranno persi».
UN TESTO CHE DANNEGGIA IL SUD - Per Micciché il testo «deve essere per forza modificato. Spero si rendano conto che è stato fatto un errore. Può capitare che si sbagli, ma l'importante è rimediare. Io sono convinto che già ci sia questa posizione da parte di tutti, hanno capito che è stata fatta una stupidaggine e che bisogna correre ai ripari entro maggio». E nel caso in cui non ci fosse alcuna marcia indietro? «Facciamo cadere il governo», attacca Micciché, «Se passa un decreto di questo genere sono capace di lasciare il partito. E' una cosa gravissima. Io non ho particolare voglia di fotovoltaico, ma le nuove direttive darebbero il via a migliaia di licenziamenti in Sicilia, Calabria e Puglia. È un errore terribile», conclude, «che ucciderebbe quel poco di sviluppo che il Mezzogiorno ha conquistato con così tanta fatica. Quindi l'argomento non può essere oggetto di scontri. Se qualcuno non vuole capire ciò che stiamo dicendo, non c'è trattativa».


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