Stiamo tutti guardando quel che succede in Giappone, la paura dopo la catastrofe...
...e c'e' gente che non guarda in faccia a niente e nessuno: persone che raccolgono fondi per la ricostruzione ed in realta' hanno il solo obiettivo di arricchirsi. Non c'e' cosa piu' abietta di rubare chi e' disperato. In un attimo si mette su un sito di donazioni per il Giappone e poi e' tutta una bufala, anzi se gli metti la carte di credito ti clonano anche quella.
Nel nostro piccolo paese non pensiamo a nulla che non sia il nostro orticello, al piccolo premier che un giorno viene operato ad un dente, il giorno dopo ha una vistosa benda in viso ed il giorno dopo ancora la benda non l'ha piu' ma neanche' tracce di cicatrici o ferite che giustificassero la benda. Sara' il trucco in viso? O e' solo un trucco per accattivare il pubblico e rendere il piccolo premier piu' simpatico?
Il nostro e' veramente un piccolo paese, paura degli immigrati che sbarcano a Lampedusa a centinaia, a migliaia...
"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perche' tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle citta' dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pieta', con toni lamentosi e petulanti.
Si e' diffusa la voce che stuprano. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perche' poco attraenti e selvatici, ma perche' si e' diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attivita' criminali..."
Il testo che ho qui trascritto e' tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
Ringrazio Simone Cristicchi per avermi fatto conoscere questa relazione.


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