10,03 - Salvatore Ombra, presidente dell’Airgest che gestisce l’aeroporto civile, dichiara a La Stampa: «Perdiamo 70 mila euro al giorno, tra mancati introiti e spese.
Ho 150 dipendenti, tra fissi e interinali, e ora li stiamo mettendo tutti in ferie e cassa integrazione. Considerando l’indotto, che significa taxi, autonoleggi, alberghi, ristoranti, attività turistiche, un aeroporto così vale 200 milioni di euro all’anno. Eravamo un esempio di efficienza, siamo diventati un deserto».
Ombra non discute i motivi della missione, ma chiede la riapertura immediata: «Che problemidi sicurezza ci possono essere? Vi pare che Gheddafi lanci un missile qui?».
8,44 - Primo importante risultato verso la riapertura dell'Aeroporto civile Trapani Birgi registratosi durante il dibattito svoltosi in Senato sulle risoluzioni in riferimento alla crisi libica. Su precisa richiesta del Sen. Antonio d'Alì, durante la replica fornita all'Aula, il Ministro Franco Frattini si è infatti impegnato personalmente per assicurare la riapertura dello scalo trapanese nei tempi tecnici necessari per organizzare al meglio le operazioni di logistica.
"Per questo motivo e per seguire da vicino tali sviluppi – afferma d’Alì – mi recherò personalmente in missione parlamentare regolarmente autorizzata alla base militare di Birgi 37 stormo, accompagnato nella visita dal Presidente della Provincia di Trapani On. Girolamo Turano".
“L'obiettivo, più vicino dopo il dibattito di oggi e l'impegno diretto del Ministro Frattini, – continua d’Alì – è quello di restituire a Trapani ed alla sua comunità l'utilizzo dell'Aeroporto civile il prima possibile, che per quanto mi riguarda dovrebbe essere entro pochi giorni”.
8,30 - Sinistra Ecologia e Libertà oggi chiede "l’immediata riapertura ai voli civili dell’aeroporto di Birgi, e chiede anche che i danni economici che sta subendo questo territorio vengano risarciti dallo stato. Insistiamo nel credere che sia il tempo del cessate il fuoco per consentire a forze di interposizione, sotto chiaro mandato dell’ONU, e di Paesi che non abbiano partecipato all'attacco di questi giorni e che non abbiano interessi economici diretti nell'area, di garantire la transizione alla democrazia e la protezione dei civili". E' per questo che Sinistra Ecologia e Libertà propone ai cittadini e a tutte le organizzazioni democratiche del territorio di costruire, insieme, un Forum per la Pace, il Lavoro e lo Sviluppo, condizioni indispensabili e mai negoziabili.
8,20 - L’intensa attività operativa di aerei militari che decollano dalla base di Trapani Birgi rischia di trasferire una immagine mediatica di una città in stato di “guerra” con una grave ricaduta sull’immagine e sull’economia di un territorio che ha puntato tutto sul turismo. Per tale ragione a partire dalle ore 10:00 di oggi , presso la sede di Palazzo Riccio di Morana,sede della Provincia Regionale di Trapani, sarà istituito un tavolo tecnico permanente a cui potranno fare riferimento tutti gli operatori turistici al momento in difficoltà a causa dell'improvvisa chiusura dell'aeroporto Vincenzo Florio.
Il tavolo permanente sarà coordinato dal settore turismo dell'ente Provincia, e servirà a far veicolare un unico mesaggio, cioè quello che "a Trapani non c'è nessuna guerra " , e che le strutture ricettive sono sempre pronte ad accogliere tutti i turisti che sceglieranno la nostra provincia. "L'Amministrazione Provinciale sta cercando con tutte le sue forze per far s che questa sia un'emergenza sol di pochi giorni" dichiara l'assessore Cettina Spataro.
7,40 - Commenta il presidente dell’Airgest Salvatore Ombra. “L’apertura parziale non serve perché Ryanair ha un sistema organizzativo che non le consente di operare in questo modo”.
7,00 - E’ di un milione di euro la perdita economica, stimata in base alla permanenza media di un turista in questo periodo dell’anno, causata fino ad oggi al territorio di Trapani a causa della chiusura dello scalo civile di Birgi tra disdette delle prenotazioni alberghiere, l’inattività delle attività di ristoro e di tutto l’indotto legato al comparto turistico. E’ un bilancio pesantissimo quello che è emerso durante un incontro, promosso dal Presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, a Palazzo Riccio di Morana al quale hanno partecipato i 24 sindaci del Trapanese ma anche tutte le forze sindacali, imprenditoriali, sociali ed economiche del territorio. Il vertice è stato convocato per esaminare le pesanti ricadute sul territorio causate dalla chiusura dell’aeroporto che, nell’ultimo anno, ha portato ad una crescita delle presenze turistiche nella Provincia di Trapani di quasi il 40 per cento, dato in controtende
nza rispetto al dato siciliano. “Nel caso in cui la chiusura dello scalo sarà prolungata – spiega il presidente Turano - la perdita economica è destinata a crescere incredibilmente ad un milione di euro al giorno, se si considera che, da maggio a settembre, un turista raddoppia in media la sua permanenza nel territorio trapanese.”
“Ho pieno rispetto delle decisioni assunte dall’Onu e dal governo nazionale nei confronti della Libia – ha continuato – ma non possiamo accettare che la nostra provincia paghi questo prezzo altissimo privandosi di un volano di sviluppo in grado di assicurare posti di lavoro e un percorso di riscatto culturale, civile ed economico.”
In una nota, rivolta al Presidente della Repubblica e a tutti i vertici dello Stato, il presidente della Provincia chiede “l’immediata riapertura dello scalo aereo” sottolineando come tale situazione “penalizza l’attività civile, ma soprattutto condiziona – si legge nella nota - per un periodo indeterminato, la stessa ragione economica dell’aeroporto e del territorio che si riconosce in una spiccata vocazione turistica che ora registra pesanti flessioni.”
Il danno economico registrato dal territorio è altissimo. “Soltanto l’Airgest, la società di gestione dell’aeroporto – continua la nota - perde 70mila euro al giorno e si è vista costretta a sospendere il rapporto di lavoro con 70 dipendenti.”
“La stessa Provincia regionale di Trapani – prosegue la nota - ha investito risorse economiche non indifferenti nello scalo attraverso la società di gestione di cui è azionista di maggioranza, per la creazione di nuovi livelli occupazionali e lo sviluppo del settore turistico e dei servizi ad esso connessi. La chiusura dell’aeroporto adesso spezza quei filoni di sviluppo e di ripresa economica che, con fatica, avevamo costruito.”
La Provincia di Trapani, che ha aperto un dialogo con gli operatori turistici del territorio, ha decretato da questa mattina lo stato di crisi istituendo un ufficio apposito per la gestione della pesante emergenza.
LA MOBILITAZIONE DI OGGI. Oggi ci sarà una "mobilitazione rumorosa" a Birgi. Ecco cosa scrivono gli organizzatori nella loro pagina Facebook: Appuntamento lungo la S.P. 21 di fronte l'ingresso dell'Aeroporto Militare 37° Stormo alle ore 15.00
Protestiamo contro la chiusura totale dell'Aeroporto Civili di Trapani/Birgi che rischia di mettere in ginocchio la nostra economia, dando l'impressione che il nostro territorio sia a rischio ritorsioni da parte della Libia.
Chiediamo la riapertura totale o parziale dell'Aeroporto entro pochi giorni.
Chiediamo che i mezzi di comunicazione diffondano il messaggio che la nostra Provincia è sicura e che il mare e il sole non sono a rischio.
Con questi obbiettivi vi invitiamo a manifestare tutti insieme, alle 15.00 di giovedì solo per pochi minuti, di fronte l'ingresso dell'Aeroporto Militare in auto, a piedi o in bicicletta. Faremo sentire la nostra voce utilizzando clacson, fischietti, trombe e tutto ciò che possa stimolare l'attenzione dei media nazionali presenti a Birgi per monitorare le operazioni militari.
NOTA: Si tratta di un'iniziativa INDIPENDENTE, APARTITICA e APOLITICA che ha il solo scopo di attirare l'attenzione dei media nazionali al problema della chiusura dell'Aeroporto Civile.
Vi invitiamo a munirvi di trombe, fischietti, palloncini colorati e tutto ciò che riteniate utile per manifestare il nostro dissenso.
“Con il termine flash mob (dall'inglese flash: breve esperienza o in un lampo, e mob: folla) si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob)”


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