Il sostituto procuratore Monica Gargiulo, al termine delle indagini sulla morte vicino a Ravenna del caporale trapanese Melania La Mantia, deceduta dopo un lancio con il paracadute, ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per tre personeAndrea Tomasi, Renzo Carlini e Basilio Schenetti. Sono chiamati a rispondere dell'accusa di omicidio colposo.
L'udienza preliminare non è stata ancora fissata. Il padre ed il fratello della vittima, assistiti dall'avvocato Sabrina Bonfiglio, si costituiranno parte civile. 
La vicenda avvenne nel Febbraio 2010- La caporale di 22 anni originaria di Trapani morì dopo un lancio in paracadute sul piccolo aeroporto 'La Spreta". Per trovare il suo corpo furono necessari sei giorni.
Il cadavere si trovava nel laghetto della cava ‘La bianca’ dove da subito si erano concentrate le ricerche. La giovane era in servizio presso il 46/o reggimento Trasmissioni dell’Esercito, a Palermo.
Secondo gli inquirenti, l'incidente sarebbe stato determinato da una serie di gravi errori ed omissioni. Andrea Tomasi, direttore di lancio, avrebbe impartito agli allievi l'ordine di lasciare l'aereo quando il velivolo era già oltre il limite meridionale della zona consentita. Renzo Carlini, direttore dell'esercitazione, è accusato di non avere predisposto le misure di sicurezza necessarie. Basilio Schenetti, istruttore di fune di vincolo, che assisteva i primi due, pur accorgendosi che la rotta e la verticale del velivolo non erano compatibili rispetto alle coordinate della zona di lancio consentita, avrebbe omesso di attivarsi per disporre l'annullamento dell'esercitazione.


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