"Caro direttore, vorrei osservare che quando il servizio scuolabus a Marsala veniva gestito da Csi Italia, la stessa abitualmente pagava gli stipendi entro il giorno 20 del mese successivo, e quando ritardava di qualche giorno.... apriti cielo... si scatenava la tempesta mediatica.
Oggi, mi riferisce un autista, la ditta "Basile-Fratello" non ha ancora pagato glki stipendi di "Aprile" ma i lavoratori non si lamentano e i media non si interessano... tutto normale non c'è nessun problema.. IL vero problema era solo Csi Itala sia per i lavoratori che per l'associazione Marsala Schola....".
A scrivere non è un autista o un lettore zelante ma Renato Isaia, il rappresentante della Società IPA Servizi Srl (consorziata della CSI Italia), che già nel marzo scorso ha
presentato presso la Procura della Repubblica una denuncia per querela contro l’istituzione Marsala Schola, come "conseguenza ai comportamenti di chiusura e del diniego dell’istituzione" a dare spiegazioni su alcune presunte irregolarità commesse in occasione dell’espletamento della gara d’appalto del servizio scuolabus e nei giorni successivi all’assegnazione di quest’ultimo all’Ati composta da Mothia Lines e Cooperativa Sociale Letizia, ossia "Basile - Fratello".
La IPA il 21 febbraio aveva richiesto a Marsala Schola con una lettera in cui evidenziava alcune presunte irregolarità commesse durante la gara del 4 gennaio, una valutazione sull’opportunità di emettere il provvedimento di revoca in autotutela dell’appalto. L’Istituzione si sarebbe ritenuta vessata dalle minacce di informativa all’autorità giudiziaria contenute nella richiesta di chiarimenti della società.


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