Con carte di credito Visa americane, secondo l'accusa clonate, hanno versato notevoli somme di denaro sui conti correnti bancari intestati alle loro aziende.
È questa l'accusa ipotizzata dalla Procura di Marsala per tre titolari di ditte operanti in vari settori e per un loro presunto complice. Ai quattro indagati (Riccardo Di Girolamo, di 32 anni, Francesco Panico, di 50, Vincenzo Daniele Marino, di 31, e Giuseppe Genna, di 51) è stato notificato l'avviso conclusione delle indagini preliminari. A condurre l'indagine è stata la sezione di pg della Guardia di finanza della Procura, che presso il Monte dei Paschi di Siena di Marsala ha accertato versamenti per un totale di 127 mila euro. Il denaro è stato sequestrato.
Riccardo Di Girolamo, titolare di un mobilificio, e Giuseppe Genna, titolare di una ditta di autonoleggio, sono citati anche nell'inchiesta che ha portato all'arresto la settimana scorsa Gaetano Riina, fratello di Totò Riina, a Mazara del Vallo. In un'intercettazione Di Girolamo parla proprio con Riina dell'inaffidabilità - a suo dire - di Genna, che aveva incassato il pizzo di 46.000 euro sui lavori di una strada provinciale a Salemi e non tardava nella distribuzione tra le famiglie di Mazara e
Trapani.
Originario di Paceco, Genna è pregiudicato per associazione a delinquere ai fini della truffa assicurativa per i veicoli a noleggio, bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto.


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