Quando Joly ha chiamato ed ha detto "ci siamo fermati piu' avanti, davanti al monumento ..." non ho ascoltato il resto della frase. Sapevo gia' dallo svincolo dell'aeroporto che saremmo passati da li', per la prima volta vedo con gli occhi il luogo visto tante, tantissime volte in TV. Non era necessario ascoltare quel nome.
La stele sara' alta dieci, quindici metri. In alto il simbolo della Repubblica Italiana, la stella e tutto il resto. Poi scendo con lo sguardo e leggo i nomi. Eroi dal primo all'ultimo. Eroe l'obiettivo di quella strage, eroi coloro che stavano con lui per amore e per lavoro, l'amore della moglie per lui e per il lavoro che condividevano: il confine! Tracciare le linee di demarcazione e di separazione tra il bene e il male o, comunque la sua accezzione per la Repubblica Italiana. Eroi gli altri che erano li' per proteggerlo, che sapevano di rischiare la vita per una paga che non sara' mai equiparata al valore di una vita.
Eroi per caso? No! Avevano nel DNA il senso della democrazia e della giustizia, il senso del giusto, il confine tra il bene ed il male. Ed il male li ha colpiti li' su quell'autostrada, in quella curva. Salvo mi chiede di alzare gli occhi, li' c'era il punto d'osservazione, il luogo dal quale e' stato premuto quel pulsante maledetto.
E poi mi guardo attorno: il luogo non e' esattamente quel che mi aspettavo, mi ripassano in mente le immagini della TV e riconosco solo il cartello dell'autostrada che indica l'uscita per Capaci. Non immaginavo che li' a pochi metri dall'autostrada, v'erano villette e case abitate. Non sono nuove costruzioni, sembrano degli anni settanta-ottanta, e mi chiedo nessuno avra' visto nulla? Nessuno ha assistito ai preparativi? Ma anche a quanto impari fu quel gesto, tu stronzo lassu' a fumare sigarette ed aspettare il momento giusto e gli altri qui che provavano a dilatare il tempo, con le sirene spiegate per scansare le auto, e l'alta velocita' per rimandare l'appuntamento con la morte.
Il nodo allo stomaco si stringe, le lacrime son li' pronte per venir fuori, e' meglio rientrare in macchina e pensare al ferragosto e alla vacanza che continua. Gli eroi son fatti per sopravvivere al tempo, per essere ricordati per sempre, ma per pochi minuti alla volta, pero', altrimenti si rischia di arrivare a comprendere che la loro lotta e' stata vana. Che gli ideali per i quali lottavano sono stati calpestati dal tempo come il tricolore a piazza San Marco.


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