Bere due litri di acqua al giorno fa bene alla salute, basta che non provenga dai rubinetti marsalesi.
Da uno studio effettuato realizzato all’interno del progetto europeo Eurogeosurvey geochemistry expert group sulla qualità delle acque di 112 città italiane, Marsala si è classificata al primo posto per la presenza di nitrati e arsenico, 228 milligrammi per litro. A Marsala il tasso di concentrazione dei nitrati (prodotti dalla trasformazione di prodotti chimici altamente inquinanti come i fertilizzanti usati in agricoltura) è 20 volte superiore alla media nazion
ale. Un primato che non ci invidia nessuno, infatti mentre nel resto delle città campionate le caratteristiche geochimiche delle acque sono accettabili, a Marsala e in altre quattro città (Olbia, Piacenza, Benevento e Milano) l'acqua non è assolutamente potabile. Nei bambini il valore massimo di nitrati tollerato è di 10 mg/l, mentre per gli adulti è di 50/ mg/l. L’eccessiva esposizione a questa sostanza può causare la metaemoglobina, una malattia che riduce la capacità di trasporto di ossigeno nel sangue. Il tasso di inquinamento delle acque di Marsala non può prescindere dal sacco delle cave di tufo che è avvenuto a partire dagli anno '90: nelle “perriere” in disuso sono stati sversati rifiuti di ogni tipo e grado di pericolosità. Molte famiglie, soprattutto nelle campagne marsalesi, hanno almeno un familiare ammalato di cancro. Non è un caso. E se prima avevamo la bandiera blu, adesso ci tocca il rubinetto nero.


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